lunedì 12 novembre 2012

Fight fire with undeads!

Avevamo dunque lasciato il gruppo di avventurieri in balia di un Azer e di un drago di bronzo. E da lì quindi proseguiamo.

Nonostante l'impellente necessità di cambiare le mutande, l'Azer si rivelò piuttosto amichevole. Dopo aver giustamente chiesto "Chi cazzo siete e cosa ci fate qui!" raccontò loro la storia della sua vita (che non chiede mai nessuno ma tutti sono ansiosi di raccontare):
si chiamava Kreir, era nato su quel piano ma la sua famiglia era stata evocata dal piano del fuoco da chissà cosa; erano piombati tutti insieme in pieno territorio nanico, scatenando ovviamente una guerra durata secoli, perché nessuno ha mai l'abitudine di fare domande prima di prendere in mano un'ascia. Dopo diversi anni e molti lutti un uovo di drago in possesso dei nani si schiuse, dando vita ad un drago di bronzo; la nascita del cucciolo di drago fu vista dai nani come un segno per cessare le ostilità, decisero di siglare un trattato di pace con gli Azer e di trasferirsi in un'altra zona per non interferire con la vita del drago.
Diversi secoli passarono da allora, e gli Azer avevano dovuto prima affrontare dei problemi di procreazione (brutta storia essere di un altro piano, un botto di effetti collaterali, oltre al jet-lag) e poi un'invasione da parte della Piovra, che sterminò tutta la famiglia di Kreir e pose un sigillo di dominazione su di lui.

Notizia shockante del millennio: secondo l'Azer il capo della Piovra che aveva posto il sigillo su di lui era proprio Nir, il loro committente!

A seguito di questi avvenimenti Kreir ebbe bisogno del sangue di altre creature del fuoco per mantenersi in salute, chiese quindi ai nostri avventurieri di addentrarsi nelle prigioni della città di bronzo e di recuperare quel sangue: in cambio avrebbe sulla mappa la posizione del magazzino della Piovra e curato le ferite del gruppo, malmesso dopo gli scontro con gli esseri delle profondità.
Johan si trattenne ancora un po' in zona sicura per pregare e ripristinare i suoi poteri, mentre il resto del gruppo si accinse ad esplorare le celle delle prigioni, chissà cosa pensavano di trovare..
Ed infatti trovarono dei non morti! Dopo scontri cruenti il monaco fu costretto alla ritirata ("CICCIONE DI MERDA SEI SEMPRE PER TERRA" sentì gridare da Odhin alle sue spalle), mentre Atsuma e Odhin cercarono di completare la missione da soli.
Da soli ad affrontare tre Magnin e  un Ghoul contemporaneamente, i due eroi se la vedevano davvero brutta, ma l'intervento di Johan risolse la situazione. Impugnando un amuleto per scacciare il non morto con una mano ed il suo martello da guerra nell'altra si lanciò nella mischia e fece strage di nemici. Alcuni storici affermano che si lanciò nella mischia al grido di "Porcacciddio!" ma non ci sono conferme.

Il gruppo ritornò vittorioso da Kreir per consegnare il sangue richiesto, e discutendo dei prossimi passi da percorrere l'Azer riferì ad Odhin di aver visto passare solo qualche giorno prima un uomo con il simbolo dell'Avatara sull'armatura: dalla descrizione pareva WOLFGANG KRAUSER! ex maestro di spada dell'Ordine e di Odhin stesso.

Dopo aver salutato l'ultimo Azer il gruppo di avventurieri si addentrò di nuovo nei sotterranei per raggiungere il magazzino dell'organizzazione criminale: nessuno parve accorgersi della loro presenza fino a quando non vennero sorpresi da due Yuan-Ti ad origliare una conversazione tra alcuni personaggi interessanti: uno Yuan-Ti Abominio, il bambino che aveva attirato gli eroi nella trappola degli orchi, i bardi con cui si erano scontrati nel palazzo nobiliare e WOLFGANG KRAUSER!
I rettili li spinsero nella stanza proprio mentre l'Abominio spiegava al bambino (di merda) e a WOLFGANG KRAUSER! i loro prossimi obiettivi da colpire, rispettivamente Farrosh e Qaath; visto l'arrivo di inattesi ospiti il serpente interruppe le istruzioni e ridendo sguaiatamente sbeffeggiò il gruppo di avventurieri, sbattendo loro sotto il naso proprio i fogli di pergamena che erano venuti a recuperare. Dopo essersi fatto la sua bella risata lesse proprio da quelle pergamene lo stesso incantesimo di dominazione fisica che ha colpito l'Azer, e fu così che i quattro avventurieri si ritrovarono con un bel tatuaggio a forma di serpente attorno al collo, così ben realizzato che allo sfiorare di un anello magico si stringeva portandoli alla morte per soffocamento.

Mentre giocava con il comando, l'Abominio racconta una bella storia: Nir era l'ex capo della Piovra, che lui stesso aveva creato, ma dopo anni di lotte altrui gli Yuan-Ti che ne avevano assunto il comando: sempre per divertirsi il serpentone offrì agli avventurieri una possibilità; se fossero riusciti a sconfiggere WOLFGANG KRAUSER sarebbero stati liberati dal sigillo e avrebbero potuto andarsene liberi per la loro strada.

Il primo ad affrontarlo fu proprio Odhin, che gli rinfacciò il suo tradimento nei confronti della sua gente e dell'Avatara. Ma WOLFGANG KRAUSER rise di quelle parole, chiamando Odhin ingenuo e stolto "Pensi che a qualcuno freghi qualcosa di te? A tuo padre? All'Avatara? Non gli frega un cazzo a nessuno di te e della tua cerca, gli Dei non torneranno più e se torneranno sarà per i loro scopi, non di sicuro per aiutare noi mortali".
Odhin rispose con asprezza che era meglio esser dimenticato che ricordato come un traditore, ma dentro di sé sa che le parole del maestro hanno colpito un punto debole.
Lo scontro finì velocemente, ricordando a tutti perché WOLFGANG KRAUSER è un maestro! In breve tempo mise fuori combattimento Odhin, Atsuma, Unghart, e decise di sbizzarrirsi con Johan, che fece prima a pezzi e poi decapitò: "La tua ricerca di Astaroth finisce qui, chierico".

L'ultima cosa che gli avventurieri riuscirono a sentire prima dell'incoscienza fu la risata folle dello Yuan-Ti abominio e le parole "Curateli, e portateli alla fortezza rossa.."

giovedì 8 novembre 2012

Vietato vietare?


Ieri una discussione con una mia amica ha generato una certa riflessione. Il tutto è nato in riferimento ad una mostra milanese, in cui vengono esposti dei cadaveri scuoiati in modo da mostrare tutta la mappa muscolare e disposti in pose particolari. La frase che mi ha acceso in pieno la vena battagliera è stata “Mi sento offesa come essere umano”. La discussione poi si è spostata sul fatto che quei cadaveri esposti provenissero dal pacchettone “Corpi donati alla Scienza”, e si questionava riguardo alla legittimità o meno di un utilizzo di questo tipo come “scientifico”.
Ora in realtà a me non frega un cazzo di niente della legittimità o meno di un utilizzo di questo tipo, immagino che dipenda dal tipo di accordo che si firma nel momento in cui si decide di donare il corpo (anche se io immagino che se fossi un istituto scientifico cercherei di pararmi il culo tenendo il tutto più ampio possibile, prima che saltino fuori vari parenti del “corpo” in questione a lamentarsi del fatto che si possa fare A ma non B, meno che mai C, etc etc); in realtà non mi frega un cazzo di niente nemmeno della mostra, quello che mi ha acceso nella mente questa discussione è un concetto più ampio.
Di fronte ad una mostra di questo tipo una reazione tipica può essere di porre un veto, vietarla, perché “offende l’essere umano” o “chissà cosa penseranno i parenti” o altre motivazioni simili. Ora io mi chiedo: se una mostra del genere viene vietata, cosa impedisce di vietare qualunque cosa sulla base di qualunque motivazione?
Qualunque cosa io dica o faccia in un modo o nell’altro offende qualcuno, quindi cosa impedisce di trovare una motivazione negativa per qualunque cosa?
Facciamo degli esempi: una rassegna sul cinema omosessuale, una manifestazione antiabortista, una processione religiosa, una preghiera pubblica, un club per scambisti etc etc etc.
Ognuna di queste cose fa incazzare singolarmente un botto di gente, ma nessuna di queste viola la legge (che io sappia) e quindi? Se seguissimo la pubblica emozione/indignazione dovremmo vietare TUTTO, scontentando tutti quanti, perché anche quelli che smaniavano per vietare non troveranno pace alla fine.

E se invece.. Non gliene fregasse una cazzo a nessuno? E si facessero tutti gli affari propri? Così chi è interessato al cinema omosessuale andrebbe a vedersi qualche film, chi è antiabortista semplicemente non abortirebbe, vuoi pregare? E prega, sticazzi! Tu e tua moglie giocate al gioco delle coppie? E in quale universo questo dovrebbe fottermene?

Intendiamoci, non è una semplice questione di indolenza, ma fino a quanto una “cosa” è legale(*) e non danneggia direttamente me, io potrei avere un milione di idee negative a riguardo, ma non vedo proprio perché mettermi attivamente a rovinare l’esistenza di qualcuno per un fastidio prettamente intellettuale.
Perché alla fine della fiera, tornando ad esempio alla mostra che ha originato questa riflessione, se sono l’unico a cui la cosa NON da fastidio gli organizzatori della mostra prenderanno una cantonata totale dal punto di vista economico, visto che per mettere in piedi una mostra avranno speso TOT e non sarà sicuramente con le mie due lire che rientreranno dell’investimento (manco quelle, perché non credo che ci andrò); al contrario se ci sono abbastanza persone interessate alla mostra gli organizzatori rientreranno dell’investimento. In tutto questo il danno per me, per la comunità, per la società, per lo Stato, per quel che vi pare, dove sarebbe?
Il danno, il problema, è solo morale, ma la morale è una cosa così soggettiva e così irrazionale che non dovrebbe essere presa in considerazione. Solo pochi decenni fa il DIVORZIO era vietato perché amorale, l'aborto era vietato perché amorale, andando più indietro la ricerca scientifica aveva una quantità infinita di limiti (anche oggi se è per questo), più indietro ancora LAVARSI era considerato amorale.
Ma che bel mondo di merda che era eh!

E se io volessi mettere in piedi una rassegna cinematografica dove mando a ripetizione tutti gli episodi dei Cavalieri dello Zodiaco, sono sicuro che un esercito di mamme con moltissimo tempo libero troverebbero la voglia di scassarmi i coglioni perché esalto nella mia rassegna il combattimento a mani nude, la violenza, perché vendo alcoolici durante la visione, perché Pegasus sanguina quasi perennemente più di un incidente con la motosega e soprattutto perché Andromeda è visibilmente omosessuale e con una ossessione morbosa per suo fratello. E quindi? Sarebbe un cazzo di problema?
Ma una vita vostra non ce l’avete?

(*) Se una cosa è illegale rimane illegale, per quanto magari si possa considerare la legge sbagliata. In quel caso attivatevi per cambiare la legge, invece di whinare che il mondo è cattivo!

PS: Non me ne voglia la Vale per averla tirata in ballo in questo post, ma è colpa sua che mi trascina nelle discussioni! :D

giovedì 25 ottobre 2012

Cielo ferreo!

Solo un post veloce per annunciare che l'altra sera ho finalmente visto Iron Sky, il film demenziale finnico-tedesco che stavo aspettando da EONI insieme a Chtulhu nelle umide sale di R'yleh. Uscito svariati mesi fa in buona parte del mondo, ho atteso fino ad ottobre che uscisse in Italia, se non fosse che poi sono rimasto molto deluso dal doppiaggio nel trailer e ho comunque deciso di vederlo in inglese.
Anche perché nella versione inglese i Nazi parlano TETTESCO, con i sottotitoli, in quella italiana parlano l'Italiano delle malghe del Sudtirol, e non è la stessa cosa.

Il trailer in Italiano

La versione inglese

Cioè, è evidente la migliore versione dell'inglese!

In ogni caso. Il film non si prende sul serio nemmeno per un istante, dopo meno di 10 minuti dall'inizio già partono a fare battute e giochi di parole, e questo è molto bene. Non c'è niente di peggio di un film trash/demenziale che cerca di prendersi sul serio, perché costringe lo spettatore (o almeno, me) ad applicare il filtro e metodo di giudizio "Film normale", con tutte le conseguenze del caso.

Fortunatamente Iron Sky rientra in pieno nel filtro "TRASH"!

Ora entriamo un po' nel merito: il film è BELLISSIMO! I Nazi sono kattifi, pazzoidi e così profondamente TETTESCHI da avermi fatto scendere una lacrimuccia, le donne sono procaci e con molte occasioni di mostrare scollature, quando non si sa cosa fare si buttano dentro uniformi nazzystissime e macchine giganti di aspetto retrò, impossibile non amarle!
Poi c'è proprio tutto quello che ci si può aspettare, azione, pistole luger, passi dell'oca, zeppelin spaziali, propaganda e soprattutto una nave spaziale gigantesca, che si chiama ovviamente GOTTERDAMMERUNG, con una potenza di fuoco tale da cambiare la forma della Luna.
In tutto questo si bombarda New York e si fanno saltare ampi pezzi del pianeta, e la cosa è molto divertente!

Un'ora e mezza di cervello staccato e nazzzysti kattifi! Cosa si vuole di più?

Voto: 8!*

* Tenendo conto del filtro trash..

lunedì 15 ottobre 2012

Ma gli orchi esplodono in natura?


La squadra di avventurieri ritornò velocemente al piccolo villaggio, per riscuotere la meritata ricompensa e porre finalmente la parola fine su quella terribile avventura.

Si recarono quindi a rapporto da Nir, per consegnare i tre funghi recuperati nella grotta: in quella occasione scoprirono che Nir soffriva della stessa malattia del padre di Atsuma, era consumato dall’utilizzo di magie arcane; Johan e Atsuma utilizzarono i funghi per preparare una pozione lenitiva per l’elfo.
Dopo aver bevuto la pozione Nir si sedette comodo sul suo scranno, li fece sedere di fronte a sé ed attese pazientemente il rapporto sulla missione; dopo aver riflettuto brevemente sull’accaduto raccontò agli avventurieri una storia antica... Raccontò di una terribile guerra tra esseri infernali e celestiali, combattuta proprio nelle lande del Sud in un’epoca perduta nel tempo. Tra gli infernali vi era un demone lupo, una macchina da guerra che si nutriva di bambini e che era una vera e propria spina del fianco per gli eserciti celestiali.
La domanda sorse spontanea, perché la piovra giocava con la magia legata ad un essere tanto terribile?

Gli avventurieri mostrarono ad Nir i manufatti che avevano recuperato nella sede della piovra, e l’elfo acquatico poté identificare il tomo magico da loro trovato come l’antichissimo libro di Morden Kainen. Tuttavia il volume era protetto da potenti incantesimi e sarebbe stato un lungo lavoro riuscire ad aprirlo.

Accantonati quei mistici oggetti Nir li aggiornò sulla loro nuova missione; avrebbero dovuto raggiungere la città di Farrosh nel profondo Sud e recuperare le pagine magiche che la Piovra aveva sottratto. La guerra contro gli Yuan Ti andava male, ed i notabili di mezzo sud stavano cercando di costruirsi una via di uscita unendo le loro famiglie con la migliore nobiltà del continente di Q, per garantirsi un esilio dorato in caso di sconfitta.
Ai tre uomini (ed un elfo) sarebbero stati consegnati dei lasciapassare con scritto che avrebbero lavorato nel palazzo nobiliare in occasione delle nozze del Nobile Mis’ef, il figlio del padrone della città, con la principessa Sheena del continente di Q.

Il piano era penetrare tramite quei lasciapassare nel palazzo e raggiungere il magazzino della sede locale della Piovra tramite i tunnel dei nani su cui Farrosh è stata costruita. Gli unici due ingressi certi a quei tunnel erano appunto nel palazzo nobiliare e nel magazzino. Dopo aver definito compiti, equipaggiamento e ricompense Nir congedò i nostri eroi, che ritornarono all’elfo spugna per la notte.

Mentre Johan si attardava presso Nir, Atsuma decise di andare a fare acquisti per ritemprare le sue scorte di proiettili. Qui ebbe un incontro ravvicinato con la proprietaria del negozio “Item”, una vecchia acida razzista. Dopo una serie di frasi simpatiche quali “Immigrato!”, “Cosa ci fai qui orecchie a punta? Ci rubi il lavoro?”, “Cosa cerchi? Un gommone per tornare a casa?”, “Qua uno si distrae un attimo, voi arrivate con le vostre orecchiuzze, vi scopate un po’ tutti e ci riempite il villaggio di mezzelfi”, Atsuma riuscì a recuperare quello che cercava e ritornò all’Elfo Spugna.

Nel frattempo alla locanda un gruppo di guerrieri piuttosto alticci decise di stuzzicare Odhin e Unghart: iniziò come una scena già vista mille volte, pessime battute, un paio di spintoni, qualche parola di troppo e...
“E tu che fai tanto l’eroe chi sei? Da dove vieni?” “Dall’Ovest, merda!” e la fronte di Odhin scese a maciullare il setto nasale di un imbecille. La rissa venne presto sedata dall’Elfo Spugna in persona, il barista, che chiuse la questione piantando un quadrello di balestra nella gola di un imbecille.

Raggiunti da Atsuma e da Johan, anche il monaco ed il guerriero decisero di andare a coricarsi in vista della partenza del giorno successivo.

Raggiunsero Farrosh il giorno successivo, una grande città circondata da mura e con guardie ovunque, una città addobbata a festa ma con evidenti segni di povertà diffusa, causati anche dalla guerra in corso.
Atsuma si recò nuovamente nel quartiere commerciale per recuperare dei fuochi dell’alchimista; fuori da un negozio fu intercettato da dei loschi figuri, che con l’inganno lo portarono all’interno del negozio. Dopo qualche discreta domanda al commerciante Atsuma si rese conto della trappola in cui l’avevano attirato, principalmente perché il gestore del negozio impazzì ed iniziò a raccontare nei minimi dettagli la loro consumata tecnica di truffa ed estorsione.
Dopo una breve colluttazione Atsuma e Black, terzo del suo nome, riuscirono ad eliminare gli avversari, ed ottennero anche dei fuochi dell’alchimista gratuitamente dal terrorizzato commerciante.

Una volta riuniti con il resto del gruppo il problema dell’ingresso nel palazzo nobiliare si fece sempre più pressante: anche se tutti erano in possesso di lasciapassare per i magazzini del palazzo, quattro manovali armati fino ai denti avrebbero comunque destato non pochi sospetti. Johan decise di andare al tempio a pregare il suo dio, portando Black, terzo del suo nome, con sé. In ogni caso il valoroso lupo non sarebbe mai riuscito ad entrare nel magazzino inosservato. Odhin, Atsuma ed il monaco trippone nel frattempo decisero di andare a caccia di informazioni alla taverna della sirena addormentata: se fossero riusciti a trovare un complice all’interno del palazzo, infatti, avrebbero potuto recuperare le armi una volta entrati.

Odhin decise d’impulso che la verità era sicuramente la via migliore per arrivare al successo, e quindi si alzò in piedi sopra un tavolo ed iniziò a raccontare tutta la vicenda da quando Nir aveva affidato loro la missione. Ecco, inutile dire che la verità durante una missione SEGRETA è una cosa che è bene non divulgare... Fortunatamente Atsuma riuscì a convincere le guardie lì presenti che il suo amico era ubriaco e stava delirando, e tra una lusinga ed una battuta riuscì anche a scoprire l’indirizzo del capo dei magazzinieri.

Di buon passo i tre avventurieri raggiunsero la casa del vecchio Norman, questo era il suo nome, che tirarono senza troppe remore giù dal letto. Nonostante il rincoglionimento della sveglia presto ed i postumi di una sbronza colossale, non riuscirono a ricavare nessuna informazione da Norman, che si insospettì quando Odhin recuperò da dietro un mobile una lettera con una piovra verde sopra disegnata e li cacciò in malo modo da casa.

Sconsolati i tre uomini si diressero di nuovo verso la sirena addormentata, ormai rassegnati a dover tentare di entrare a palazzo con le armi nascoste in qualche baule o carro, con il forte rischio di subire un’ispezione. Lungo la strada assistettero allo spettacolo di un gruppo di bardi, in grado di suonare una melodia così celestiale da distrarre tutti quelli che la sentivano, passanti, guardie, nobiluomini, tutti! Se fossero riusciti ad entrare nel magazzino nel momento in cui quei bardi passavano davanti all’ingresso sarebbero probabilmente riusciti ad entrare inosservati!

Mentre discutevano animatamente di queste faccende furono raggiunti da un ragazzino, molto agitato, che parlava di un lupo e di un chierico in pericolo, e li esortava a seguirli. Unghart si insospettì e prese a minacciare il ragazzino, sotto lo sguardo inorridito di Atsuma. Ma il monaco sapeva il fatto suo, ed in breve tempo il ragazzino piagnucolando li informò della trappola che li aspettava. Il commerciante che aveva aggredito Atsuma li stava aspettando in un vicolo, in compagnia di tre orchi con asce da battaglia!

Per nulla intimoriti dal nemico estrassero le armi ed in breve tempo spazzarono via quelle merde pelle verde con pochi colpi di lama, membra di orco volarono da ogni parte ed ondate di sangue scivolarono lungo il vicolo ed imbrattarono i muri delle case lì attorno. Al termine di tutto, Atsuma con fare sprezzante lanciò uno dei fuochi dell’alchimista sul terrorizzato commerciante, che esplose in un urlo di fiamma e morì.

Tutto quel trambusto attirò la guardia cittadina, che alla vista della strage decisero immediatamente di arrestare il terzetto di avventurieri a scanso di equivoci. Dopo qualche ora passata in cella li raggiunse il capitano delle guardie che avevano conosciuto alla Sirena Addormentata. Grazie all’abilità di Atsuma con le parole riuscirono a convincere l’ufficiale riguardo alla loro legittima difesa, e con un ulteriore sforzo di dialettica ottennero di venire scortati fino all’interno del magazzino del palazzo nobiliare con le proprie armi, visto l’alto numero di nemici che si erano già creati in città.

Nel magazzino ritrovarono Johan; preoccupato per la scomparsa dei suoi amici aveva girato per il palazzo alla loro ricerca ed era riuscito a scoprire l’ubicazione dell’ingresso segreto al sottosuolo, ed altre interessanti informazioni. Pareva che il nobile marito stesse molto male, e si diceva fosse stato avvelenato; altri invece si domandavano chi fosse un nobile di nome Raas che aveva regalato una statua d’oro di un cobra alla principessa Sheena.

Mentre gli avventurieri consumavano un veloce pasto, iniziarono a sentire una melodia dolcissima e soporifera. Odhin ed Unghart presto cedettero al sonno; Atsuma e Johan, sebbene leggermente intontiti, non persero conoscenza. Videro così entrare i tre bardi che suonavano così meravigliosamente durante il passaggio del corteo nuziale, ma ora avevano ben altri pensieri in testa che non le feste e le danze: il loro obiettivo era il passaggio segreto per i tunnel nanici e avrebbero ucciso chiunque si fosse opposto.

Iniziò lo scontro, ostacolato dalla magia di invisibilità che il bardo lanciò con il suo ukulele. Atsuma venne gravemente ferito e la situazione sembrava disperata nonostante almeno Odhin si fosse svegliato per unirsi allo scontro, quando le corde del magico strumento si spezzarono all’improvviso, e con esse anche la magia di invisibilità. Senza la protezione del soprannaturale uno dei guerrieri venne fatto a pezzi dalla spada di Odhin, e gli altri fuggirono più veloci del vento.
Ma il rumore dello scontro aveva attirato le guardie del palazzo ed i quattro non poterono fare altro che fuggire nel passaggio segreto prima di barricarne l’ingresso.

I tunnel sotto la città erano un posto tetro e puzzolente, con scritte naniche ovunque e la certa presenza di Grimlocks e altri mostri malvagi del genere. Il gruppo camminò per diverso tempo, fino a trovare un cancello di ferro sulla loro strada: esasperato dai continui ostacoli sul loro cammino Odhin sferrò un calcio alla serratura che si sbriciolò sotto la sua forza! La porta cedette dunque, con un certo disappunto di Johan che aveva nel frattempo trovato il pulsante per aprirla senza problemi...
Raggiunsero una specie di piazza in cui si potevano notare due strade opposte ed una grande porta centrale. Rumori di passi, di grugniti, versi non umani iniziavano a pervadere l’aria; in attesa nel buio sembravano in agguato orrori di ogni sorta!
Mentre il gruppo rimaneva in attesa di un attacco, un gruppo di quattro Grimlocks riuscì ad avvicinarsi di soppiatto agli eroi, attaccando il monaco di sorpresa e ferendolo gravemente. L’ira dei suoi compagni fu crudele e feroce, Odhin mise tutta la sua furia per essere stato tratto in inganno in una tecnica di spada, dividendo letteralmente a metà uno degli avversari, ma anche Atsuma e Johan non furono da meno ed in breve tempo i quattro nemici divennero quattro cadaveri. Ma la situazione non era migliorata di molto, dall’ombra i rumori erano moltiplicati, pareva che interi eserciti di Grimlocks fossero in procinto di attaccare da ogni direzione e loro sarebbero stati presi nel mezzo.
La porta era l’unica via di fuga! Sfondarono la porta al centro della piazza ed iniziarono a scendere le scale che trovarono dietro di essa, trascinandosi dietro, con molta fatica, il monaco obeso ferito. La base delle scale era rovente; rumori di fiamma e temperature altissime li attendevano in una serie di costruzioni di bronzo. Su di un trono sedeva un Azer, una creatura di fuoco di un altro piano, intento a sfogliare un libro miniato in metallo; dietro di esso una statua di un drago di bronzo giaceva al suolo, Atsuma per un istante pare vedere la statua muoversi…

venerdì 12 ottobre 2012

Era il tempo dei miti e delle leggende..

E prendo in prestito il roboante inizio di Hercules per iniziare una narrazione che si protrarrà per svariate settimane, se i dadi continuano ad assisterci. Ebbene sì, dopo 26 anni di vita vissuta meravigliosamente ho iniziato con serietà il mio primo D&D.

Con Gio a fare da Master, Gae e Burzum sulla via abbiamo dato inizio a questa avventura.
Tutto è cominciato alla taverna chiamata "L'elfo spugna", nella ridente cittadina di Qaath, bel nome di merda. I nostri eroi, Odhin, Atsuma ed il monaco senza nome si incontrarono per la prima volta nell'anticamera di un losco figuro di nome Nir. Ognuno di loro era lì per un motivo personale, chi era alle prese con una cerca, chi voleva salvare una persona cara e chi seguiva la via della lotta contro il male. Sì, c'era anche Batman ma è andato via subito.

Nir comunicò loro di volerli aiutare nelle loro missioni, ma in cambio dovevano recuperare dei fogli di un libro molto importante: ovviamente molti avventurieri erano disposti a rischiare per recuperare quei fogli, visto l'alto numero di monete d'oro in palio; quindi una missione di fiducia era necessaria (maledetto elfo figlio di puttana).

I nostri 3 eroi vennero introdotti alla presenza del chierico Johan, che chiese loro di recuperare dei funghi particolari da una caverna lì vicino, una caverna pullulante vita sotto forma di un branco di lupi.
Dopo una serata di presentazioni e conoscenza all'Elfo Spugna partirono di buon'ora quindi alla ricerca dei funghi rossi: durante la notte il monaco senza nome aveva riacquistato la memoria annunciando di chiamarsi Ungarth (anche se pallottolo sarebbe un nome più appropriato vista la mole), mentre Atsuma aveva presentato al gruppo il suo compagno animale, un lupo di nome Black, terzo del suo nome.

Ma ben presto fu evidente che gli avventurieri non erano i soli ad aggirarsi per i boschi.. Diversi uomini vagavano per la foresta uccidendo i lupi e strappando loro il cuore! Dopo una serie di scontri si giunse alla caverna al centro della selva. Mentre ferveva la discussione sui possibili usi dei cuori di lupo il terzetto venne raggiunto da Johan, che si avvalse delle sue arti curative per lenire le sofferenze dei feriti e si soffermò a studiare una porta protetta da potenti incantesimi che i nostri tre eroi non erano in grado di attraversare.
Lasciato Johan alle prese con la porta proseguirono quindi verso le profondità della caverna fino a giungere ad una grande cavità sotterranea ricca d'acqua.

Qui, nascosti nella semioscurità trovarono 3 esemplari del fungo obiettivo della missione! Ma la gioia del ritrovamento fu di breve durata, un rumore di passi concitati crebbe di intensità dietro una porta seminascosta.
Il gruppo di preparò alla battaglia, e quando due uomini emergsero di schianto dalla porta Odhin ne decapitò uno senza alcun indugio.


Il suo compare è in evidente stato di shock, ferito e con i vestiti strappati farfugliava cose senza senso riguardo ad un mostro. Per il sui stesso bene un pugno si abbatté sulla sua nuca facendolo svenire.

Il fatto che i due uomini non fossero una minaccia non scosse per niente l'animo di Odhin, abituato al distorto senso di giustizia e alle impiccagioni dell'Ovest. Inoltre fino a quel momento ogni imbecille della foresta si era mostrato seriamente intenzionato ad aprire loro lo stomaco con una lama, quindi il guerriero aveva deciso di applicare alla lettera il detto "Chi mena per primo mena due volte".

Odhin lanciò il corpo incosciente in una pozza d'acqua gelida ed usò la sua abilità speciale di inquisitore dell'Ovest: fare brutto! Le minacce ebbero l'effetto ed il prigioniero si affrettò a raccontare tutto, anche se ogni tanto andava sollecitato con qualche carezza.
La storia era agghiacciante! I membri della Gilda della Piovra, che sia Batman che Ungarth erano intenzionati a distruggere, compivano in quella caverna strani esperimenti di trasmutazione, tentando di creare degli ibridi uomini-lupo da utilizzare come soldati. Purtroppo per loro l'esperimento era (ovviamente direi) sfuggito al controllo ed una bestia spaventosa si aggirava quindi per quelle sale.

Preceduti dal prigioniero e dal tanfo dei suoi visceri ripetutamente svuotati per il terrore il terzetto risalì verso la superficie, solo per trovare Johan accasciato a terra di fronte alla porta di prima, intento a curarsi delle brutte ferite al fianco. Della porta non rimaneva altro che qualche singola scheggia di legno.
Potete ben immaginare la serie di bestemmie tirate dal gruppo una volta aggiornato anche Johan sull'origine del mostro che lo aveva aggredito. La squadra di avventurieri decise di esplorare la stanza nascosta, visto che la porta era stata distrutta. 


Una gigantesca statua di un uomo lupo li attendeva al centro di una grotta artificiale, sotto di essa un altare da cui saliva un lamento soffocato: bambini! Ancora in fasce ed ammassati sotto l'altare. Con voce tremante il prigioniero devastato raccontò altri dettagli del rituale per la creazione del mostro: i bambini bevevano il sangue dei lupi direttamente dai cuori, ed i mostri crescevano dentro di loro fino a farli esplodere dall'interno.

L'ira esplose feroce negli occhi di Odhin, che estrasse la spada per finire il prigioniero; ma prima di poter colpire un gocciolio insistente proveniente dal soffitto attirò l'attenzione di tutti.


Il mostro era lì! Appeso con gli artigli alla volta della caverna per coglierli di sorpresa. La battaglia seguente fu breve, ma intensa. Il monaco rischiò molto per dare un vantaggio ai suoi compagni, ma in breve tempo i morsi feroci di Black, terzo del suo nome, e la forza poderosa scatenata dall'ira di Odhin ebbero la meglio sul mostro lupo.

Al termine dello scontro Johan si occupò di portare in salvo in città i bambini sopravvissuti, mentre gli altri esploravano i dintorni. Dopo aver notato che il mostro da morto sembrava regredire ad uno stadio precedente di mutazione decisero di tornare da Nir a fare rapporto sulla missione.
Appena lasciata la zona, in una delle stanze segrete nei pressi della statua dell'uomo lupo, un serpente in una teca di vetro iniziava una trasformazione magica. In pochi istanti un vecchio mago faceva la sua comparsa, ormai al sicuro da occhi e orecchie indiscrete...

mercoledì 26 settembre 2012

Prometheus: vuoi la verità? Morte, io dico!

Rientro ora ora dal cinema. Dopo svariati mesi dalla data di uscita nel resto del mondo è arrivato anche in Italia il nuovo film di Ridley Scott, Prometheus. Più o meno prequel di Alien non ha ricevuto ste gran recensioni, ed in tanti mi hanno detto che era una merda.
Ecco.
Torto, torto marcio!

Intendiamoci, non è il film dell'anno, non è un capolavoro, ma è un buon film di fantascienza.
Partiamo dal negativo, via il dente via il dolore: come in ogni film del genere i protagonisti sono un po' dei ritardati e muoiono come idioti. Pare ovvio infatti che esplorando un pianeta sconosciuto appena possibile ci si tolga il casco della tuta e si rientri sulla nave senza alcun tipo di quarantena e analisi. Cosa potrà mai succedere in fondo? Una contaminazione?
Poi c'è la sempiterna critica alla fisica: nello spazio i rumori non si sentono, un'astronave interplanetaria difficilmente sarà anche atmosferica, se cade un oggetto COSÌ GROSSO dal cielo non fa solo "puf" e poi mettersi a rotolare, etc.
Ma passiamo al positivo ora!
Scenografia: bellissima! Giger si vede dappertutto, gli ambienti sono ben costruiti ed inquietanti al punto giusto, ed anche la struttura della nave è ben fatta.

David: l'androide interpretato da Fassbender è fantastico. Arido e privo di empatia ed emotività come solo una macchina potrebbe essere è paradossalmente l'elemento di incertezza e casualità nella vicenda. Segue ordini e direttive tutte sue, con una freddezza che pare quasi odio, ma non è nulla.
Storia: non eccezionale in quanto ad originalità ma ben fatta e strutturata. La mia anima di cinico senza dio ha apprezzato particolarmente la morale: attraversi mezza galassia per trovare la risposta a domande fondamentali dell'esistenza, per sfuggire all'inevitabile, per capire perché sei vivo.. ma la morte è l'unica risposta.
Bello il dialogo tra il dottore e l'androide: "volevo sapere perchè ci hanno creato" "voi perché avete creato me" "perché possiamo" "e allora non temete che l'unica risposta che otterrete sarà 'perché possiamo'?"
Ed infine, anche se non c'entra un cazzo di niente con questo film, c'è la nascita della prima regina Alien, da cui ha avuto origine tutto.

Non è un film per tutti, è per appassionati del genere o della saga, fatto sta che il mio
voto finale è 8--.
Secondo me vale un cinema, magari non i 10,5€ che ci ho mollato io magari..

mercoledì 19 settembre 2012

Dead Space!!!


Lo so, lo so.. sono così in ritardo da essere praticamente fuori tempo massimo. Ma che ci posso fare se ho finito Dead Space solo stasera?
L'avevo iniziato ai gloriosi tempi del pc, ma poi qualche menata, la grande disponibilità di giochi e di voglia di provarli tutti, l'estrema incastrato in una partita fatta col culo dove la morte era ad ogni.angolo, mi hanno fatto desistere.

Ma ora l'ho ripreso in mano, su Xbox! Ho meno tempo di prima ma mi concentro in modo maniacale solo su un gioco alla volta e pian piano ammazzo tutti.


Finito, che dire?
Semplicemente è bellissimo! L'atmosfera di isolamento spaziale a bordo della ishimura è reso benissimo; i continui colpi al cuore durante il gioco, con bestie schifose molto diverse che compaiono un po' dappertutto ogni due per tre, tengono alta l'attenzione e spingono a continuare fino allo sfinimento; i combattimenti sono pesantemente influenzati dall'ambiente circostante, sia per via degli ostacoli ambientali, che per la vera e propria situazione a bordo della nave: combattere senza ossigeno a gravità 0 non è proprio una passeggiata..

La storia è semplice all'apparenza, anche se si complica terribilmente nel finale: la uss ishimura è una nave spaziale mineraria che da un momento all'altro ha cessato ogni comunicazione. Il protagonista, L'INGEGNERE Isaac Clarke, fa parte della squadra di manutenzione che viene inviata a bordo per scoprire che succede; ovviamente non è solo un guasto alla radio, ma una allegra invasione di mostri necromorfi che ha infestato tutta la cazzo di nave.
I mostri sono resi benissimo, sono molto vari e ci vuole un po' di pratica con ogni tipo prima di riuscire a farlo fuori nel modo più indolore possibile. Nell'ottica di risparmio munizioni è necessario smembrare questi stronzi il più velocemente possibile; il sistema di smembramento è ben fatto ed è raro che si debba svuotare un caricatore su un braccio prima di vederlo saltare via.

Per la maggior parte del tempo saremo impegnati a correre avanti e indietro lungo la nave per recuperare spiegazioni, parti di ricambio, chiavi di accesso, etc. Questi spostamenti portano dei cambiamenti nell'ambiente, i nemici compaiono nei punti giusti per mettere in difficoltà e ci sono anche alcune situazioni tipo enigma la cui soluzione non è così immediata.
Il sistema di rifornimenti è organizzato a negozio, in modo da.lasciare al giocatore più possibilità sulla scelta di armi, munizioni ed equipaggiamento: personalmente ho sempre optato per la combinazione "armature" aggiornate e fucile al plasma.
La mia partita è durata poco più di 11 ore a difficoltà nomale, assolutamente ben spese.
In conclusione: va giocato! Trama avvincente, gameplay divertente e non troppo facile, grafica ormai vecchiotta ma ancora valida e ultimo ma molto importante, credo che sia il primo gioco dopo Silent Hill che abbia fatto cagare addosso mentre ci giocavo. Dead Space fa paura. Mette una tensione addosso che inibisce l'apertura delle porte per timore di cosa ci si possa trovare dietro. Certo, dopo un 65% di gioco si è abbastanza cazzi da affrontare ogni stronzo che emerge dal buio, ed il fattore paura diminuisce, ma la tensione rimane sempre.

Voto finale: 8,5
PS: perdonate eventuali errori di scrittura, ho scritto tutto da cellulare.

giovedì 6 settembre 2012

Batman - The Dark Knight Rises. AKA Rivoluzioni parigine a Manhattan

Ieri sera ho provveduto al mio dovere: ho visto l'ultimo film di Batman. Quindi ora mi accingo a farne una critica feroce e stizzita recensione.

Innanzitutto spoiler alert. Parlerò di millemila cose di quel film, con un certo livello di dettaglio, quindi non ho alcuna intenzione di fare i box bianchi dello spoiler ogni due righe. Sappiate che se non avete ancora visto il film questo post ve lo racconterà in lungo ed in largo.

Quindi cominciamo: SPOILER ALERT!

Innanzitutto i punti +++ del film:

  • in questo film c'è molto poco che marchierei come "cattivo" o "cazzata", a parte una serie di minchiate nel finale. 
  • Bane è molto ma molto tamarro, mi è piaciuto vedere questo omone grande e grosso scatenare il terrore in città
  • Anne Hateway, che interpreta Selina Kyle, è veramente e ferocemente gnocca
Peccato che sia più o meno tutto qui! Il resto dei fattori positivi risulta scontato in un Batman, ed a maggior ragione nel film che chiude la bellissima trilogia di Nolan!

Ora passiamo ai fattori negativi, di cui parlerò a braccio e diffusamente: innanzitutto il film è troppo lungo, non solo dal punto di vista della durata, ma soprattutto per quanto riguarda le vicende. Troppo complesso come "quantità" di avvenimenti ed invece troppo sottinteso e mal spiegato come "qualità".

Ad esempio: da quello che ho letto prima della visione e da alcuni discorsi della prima fase del film pare che Gotham non abbia grossi problemi; la criminalità organizzata è distrutta, la polizia ha poco da fare, niente di pericoloso, niente di paragonabile alla guerra totale dei primi due film. Città prospera e felice dunque. MA! D'altro canto c'è un accenno, ed è solo un accenno, al grande divario sociale dei cittadini. Il discorso di Selina a Bruce Wayne riguardo a "la tempesta sta arrivando, e vi chiederete come avete potuto pensare di poter avere così tanto quando gli altri hanno così poco" è un esempio. Oppure quando salta fuori che gli orfani non trovano lavoro e quindi vanno a fare lavori sporchi nelle fogne è un altro..
Basta. Solo questi due. A fronte di feste, dichiarazioni di criminalità inesistente e facce sorridenti ci sono questi due accenni alle problematiche della città; passano anche quasi inosservati se non ci si sofferma più avanti.

E qui parte la prima domanda: perchè la Setta delle Ombra (sì, sono sempre loro) vuole ancora distruggere Gotham se a quanto pare non è più il corrotto centro di ogni male?

Ma proseguiamo: buona parte della preparazione all'attacco di Bane poteva essere bellamente tagliata. Per un'ora di film troviamo un Bruce Wayne in crisi (che ci sta) e millemila manovre del suo concorrente diretto per prendere il controllo della Wayne Enterprises; queste manovre comprendono anche l'uso di Bane. Ottimo. Come è ovvio e prevedibile quando si arriva al dunque Bane si libera dell'imbecille che ha usato fino a quel momento e prosegue con il suo piano: quindi tutta la maledetta parte riguardante questa guerra economica non ha scopo, se non mostrare con che mezzi Bane si è preparato e come ha fatto il reattore a fusione a finire in mano sua. Questo non vale un'ora e mezza di film a mio parere; si poteva trovare un workaround o comunque semplificare la vicenda per arrivare al punto senza troppi preamboli.

A metà film il piano scatta: esplosioni e collassi in mezza città, Bane ed il suo gruppo di mercenari si appropriano dell'arsenale delle Wayne Enterprises e di una bomba nucleare, si arriva alla famosa scena dello stadio (dove finalmente fanno fuori quel cazzo di sindaco che sono tre film, e 15 anni, che è in carica) e Bane fa il suo bel discorsetto dove praticamente annuncia il colpo di stato e l'anarchia totale, prendendo come pretesto la rivalsa sociale dei poveri. Qui ci ricolleghiamo al discorso precedente, si usa la rivalsa sociale come se ci fosse una gravissimo problema di povertà, che però non viene mostrata. Anyway, annuncia il colpo di stato usando la bomba atomica come deterrente e.. niente. Non succede praticamente nulla. Nessuna reazione, nessuna isteria, nessuna opposizione armata o nessuna protesta. 

Inizia il terrore, sul modello francese o russo o quello che è, quindi tribunali del popolo, assalti alle case dei ricchi, violenza indiscriminata (ma non la fanno mai vedere, se ne parla, ma si vede pochissimo), etc etc etc. Menzione speciale per il Dottor Crane, presente anche a sto giro come giudice pazzo del tribunale del popolo!
In tutto questo la polizia è intrappolata e rinchiusa TUTTA dentro le fogne cittadine, in seguito ad una supertrappola del nostro mercenario preferito. Già questo fa ridere ma vabbè.

Il nostro Batman in tutto ciò ha preso un sacco di legnate prima dell'assalto allo stadio ed è stato deportato con la schiena rotta nella stessa prigione in cui è cresciuto Bane, nel deserto da qualche parte, per un bel periodo di 5 mesi di ascesi spirituale e fisica in cui tornerà a vivere ed essere Batman, per tornare a fare il culo a strisce ai passeri. E questo ci sta tutto.

Perché 5 mesi? Perché la bomba scoppierà in ogni caso dopo 5 mesi, cosa che ovviamente pochissimi sanno.

Quindi siamo alla resa dei conti, Batman torna, Gordon e ciò che rimane in giro della polizia preparano l'assalto finale a Bane e Selina è sempre più gnocca.
La battaglia finale non ha niente di sbagliato in sé, ha semplicemente una serie bella lunga di dettagli ridicoli. Qualche esempio?
  • la polizia chiusa 5 mesi nelle fogne, nutrita col misurino dagli uomini di Bane, viene liberata e sono tutti puliti, sbarbati, con la divisa stirata che profumano di bucato
  • assaltano la roccaforte nemica tutti schierati su una lunga colonna, davanti quelli coi manganelli e dietro la swat. Assaltano una barricata che ha 3 tank e mille uomini con armi automatiche. Cadono in 3. IN TRE! Sarebbero dovuti crepare a decine per volta e cadono IN TRE!
  • Gordon ha tipo 70 anni e la mobilità articolare di un 102enne, eppure è lui in persona che deve arrampicarsi sul camion in cui è custodita la bomba nucleare per mettere il dispositivo per impedirle di esplodere a distanza
  • Il Batwing, il nuovo poderoso elicottero di Batman, ha due mitragliette sfigate. La moto ha due cannoni in grado di far saltare mezzo palazzo. Il suddetto Batwing non ha nemmeno una che sia una difesa antimissile decente.
E poi la madre di tutte le minchiate. A 5 minuti dall'esplosione della bomba, quando ormai è troppo tardi Batman la aggancia all'elicottero per portarla al largo sulla baia. A parte che i soliti 5 minuti sono un quarto d'ora. A parte che c'è sempre tempo per il discorso finale del cattivo, le opposizioni di rito, il bacio della gnocca ed una pisciata in un angolo già che c'eravamo. A parte che per scappare l'elicottero spara missili si un palazzo mentre nella battaglia prima manco con lo sputo colpiva le cose.
A parte tutto questo una bomba nucleare da 4 kiloton che esplode sul pelo dell'acqua dovrebbe quantomeno generare uno tsunami non indifferente, oltre al decadimento radioattivo. Ed invece no, fa puf e tutti sono salvi e felici.


IN CONCLUSIONE: 6
Una sufficienza che mi ha molto deluso, Nolan ha dato troppo spazio all'introduzione a scapito del punto focale del film, ha scatenato quello che doveva essere terrore e furia sanguinaria sulla città ma ha mostrato solo violenza all'acqua di rose, con pochissimi morti e combattimenti degni del mondo dei Puffi, non ha spiegato i motivi della situazione e alla fine ci ha consegnato un Batman spento anche nella sua risalita e nella sua rinascita.
Peccato, un vero peccato, perché le premesse per un grande film c'erano, i personaggi pure, l'introspezione e la crisi di Wayne/Batman spaccava, ma nonostante le due ore e mezza di film non è riuscito a valorizzare quel che doveva.

Altre minchiate sparse? Ma perché no!
  • Dopo 8 anni che Batman non si fa vedere ci sono ragazzini di 6 anni che continuano a chiedere "Ma torna Batman?". Ma tu che cazzo ne sai???
  • All'inizio Wayne è un rottame zoppo, non si sa bene perché. Ad un certo punto mette un dolorosissimo tutore per potersi tornare a muovere come prima. Poi magicamente scompare, inizia a fare flessioni cattive e torna una super macchina.
  • La fottuta VOCE di Bane! Parla per tutto il film come se fosse il super cattivo di un videogame e quelle fossero le ultime frasi di sfida prima dello scontro finale. Me lo immagino uscire dal bagno al mattino "HO FATTO UNA PISCIATA PAZZESCA" e poi ridere satanicamente. Dai, troppo esagerata.
  • Chissà come mai le armi di Batman in mano ai mercenari hanno feature che lui non ha mai usato, tipo un cannone gigante che sulla Batmobile non c'è.
  • Una vertebra incrinata e fuori posto evidentemente si cura con un pugno nella schiena e poi lasciandoti penzolare da una corda. Il giorno dopo puoi ricominciare con le flessioni

martedì 21 agosto 2012

Vacanze Prussiane

Ed eccoci tornati da Berlino, cuore d'Europa. Una città bellissima e ben organizzata, che presenta i segni e l'architettura della potenza prussiana accanto a grattacieli ed edifici simboli della potenza tedesca di questo terzo millennio.


Ho passato là 6 giorni frenetici, all'inseguimento di ogni via, palazzo, mostra e parco che i miei piedi hanno potuto sopportare. Nonostante marce immani e muscoli dolorosi non credo di aver visto nemmeno un terzo di quello che avrei voluto.
Sia perché le cose segnalatemi erano oggettivamente troppe, ma anche perché girando mappa alla mano si toglie quel senso di scoperta e smarrimento fondamentale per conoscere una città.
Di sicuro c'è che dovrò tornarci entro qualche anno.


La mia aspettativa sui Tedeschi è stata all'altezza della realtà. Certo sono umani anche loro, le loro minchiate le fanno, ma la pulizia, l'organizzazione, i trasporti e l'uso dell'inglese erano fenomenali.
Nonostante la loro brutta fama, le persone che ho incontrato erano estremamente gentili; non ho visto alcuna traccia del popolo freddo e scorbutico che mi avevano preannunciato.
Ad esclusione dell'albergo e di poco altro ho sempre trovato efficienza, professionalità ma soprattutto attenzione al cliente; cosa che spesso a casa nostra rimane confinata alle parole, guardandosi bene dall'entrare nel dominio dei fatti. Qui le cassiere del supermercato non parlano inglese, manco le 20enni che dovrebbero aver appena finito di studiarlo a scuola. Vogliamo nasconderci dietro la frase "è cultura"? Credo sia solo questione di studio e di voglia di migliorarsi.


Non posso inoltre non parlare della sensazione di potenza che emanano i loro monumenti, il modo in cui li valorizzano con l'illuminazione e con le segnalazioni. Le vie in prossimità dei punti di interesse sono ampie, belle e ben tenute, in modo da non avere una bella statua soffocata da palazzine anni 50 o da edifici che cadono a pezzi. Tutto ciò che ho visto urla "Vita!" mentre qui i muri sussurrano "Antico.." con la voce di un 90enne tisico che parla di bei vecchi tempi che esistono solo nella sua testa.


In fondo non hanno cose spettacolari come Roma, ma non si prova la sgradevole sensazione di sentir continuamente ripetere "2000 anni fa dominavamo il mondo" lasciando sottinteso che ora si fanno solo ridere i polli.
Io sentivo nell'aria invece "siamo arrivati fin qui, ma non ci fermiamo di certo!"

Quella maledetta aria berlinese profuma di futuro, altro che palle..

giovedì 2 agosto 2012

Curiosity! Ma ammazzatevi..

Notizia di oggi è il prossimo atterraggio su Marte della sonda "Curiosity". Solite storie di "dopo un viaggio di X mesi".."momenti di preoccupazione per l'atterraggio".."la sonda poi starà Y mesi su Marte" etc etc etc.
Non è questo quello di cui voglio parlare.

Voglio parlare di questo trafiletto della notizia 

Grande l'attesa anche in Italia perche' a bordo del rover va su Marte anche Leonardo da Vinci, in un chip che contiene l'autoritratto di Leonardo e il Codice del Volo, il testo nel quale Leonardo descrive il volo degli uccelli e la sua Macchina volante e che  e' considerato il fondamento della storia del volo. L'iniziativa si deve all'Agenzia Spaziale Italiana (Asi), alTg della Rai Leonardo e della sua conduttrice Silvia Rosa Brusin, e al Jet Propulsion Laboratory (Jpl) della Nasa.

Cioè, si manda una sonda ultratecnologica su Marte. E noi ci dovremmo elettrizzare perché a bordo c'è un chip con il ritratto di Leonardo.
UN FOTTUTO CHIP con il FOTTUTO RITRATTO DI LEONARDO.
Ma uno sticazzi grande come una casa? 

I casi sono due, o state dicendo che dentro quel coso l'unica cosa di "nostro" che c'è è quel chip, e quindi confermo lo sticazzi, oppure c'è comunque tecnologia italiana ma non me lo dite, e allora potete pure accomodarvi affanculo che c'è sempre posto.

Io mi immagino i tecnici responsabili del progetto al vaglio della proposta..


"Dunque oggi all'ordine del giorno ci sono i problemi riscontrati di propulsione, la resistenza degli ammortizzatori in atterraggio e.. Bè.. Poi l'Agenzia Spaziale Italiana vorrebbe darci un chip.."

"Ah, cosa contiene? Una miglioria al cervello elettronico? O magari un algoritmo rivoluzionario per l'analisi dei dati?"
"Ehm, no. C'è un ritratto di Leonardo da Vinci e la scansione del suo 'Codice del Volo'"
"..."
"..."
"..."
"Ok.. Facciamo che lo mettiamo in una scatola e lo piazziamo nel ripostiglio eh?"
"Va bene, accanto ai meccanismi di pulizia automatica (le scope)"
"Povero Leonardo.."

Questa ansia del cercare di mettere il piede in ogni minchiata internazionale, anche solo per dire "io c'ero" è già abbastanza triste, ma contribuire ad una sonda per Marte con l'equivalente in silicio di qualche fotocopia è proprio da poveracci..