giovedì 2 febbraio 2012

Sposarsi nel Secondo Reich?

Oggi a pranzo sono emerse una serie di boiate inenarrabili, tutte incentrate sulla customizzazione del matrimonio di una mia collega.
L'idea di base è molto semplice, perché accontentarsi di una cerimonia di persone tutte ingessate in abiti più o meno classici quando puoi avere una infinita serie di uniformi militari d'epoca? Sotto sotto buona parte delle donne soffre della Sindrome da Principessa Sissi, e di conseguenza ha un'attrazione innata per l'uniforme tardo impero; perché quindi non sfruttare questa cosa popolando la festa di Ussari, Cosacchi, Cavalleggeri e chi più ne ha più ne metta?
Ovviamente poi la situazione è degenerata fino a coinvolgere un dirigibile (Battezzato per l'occasione Hindeburg III), biplani, una trasvolata oceanica, cavalli a profusione ed un sosia di Hitler che è sempre utile.
Io mi sono arrogato il ruolo di ufficiale prussiano, con Pickelhaube abbinato, ovviamente..

L'organizzatore di eventi demenziali è il mio futuro, già vedo grandi feste a bordo di dirigibili, uniformi, orsi ammaestrati e cameriere vestite da fatina. Il tutto svariate centinaia di metri sopra una città che si sta bombardando dal dirigibile stesso.

Ecco sì, le bombe magari proprio su Londra!

Programmando come un suricata

In questi giorni sto finalmente lavorando ad un bel progettone unity, dopo ANNI di miraggi.
Devo dire che mi sento stimolato dalla sfida e da tutta una serie di logiche di programmazione a me aliene; dopo anni passati a programmare web application java, dove sostanzialmente il 90% del lavoro è racchiuso nelle istruzioni chiedi dati all'utente - salva dati dell'utente - mastica i dati dell'utente - mostra i dati modificati all'utente, è una bella ventata di aria fresca dover affrontare questioni come il posizionamento spaziale degli oggetti e le funzionalità di interazione tra il giocatore e l'ambiente circostante.
Il dover scrivere tutto da zero poi, mi ha permesso di riattivare e affinare le tecniche di ingegnerizzazione del codice che erano sepolte dalla rigidità dogmatica delle piattaforme preesistenti. Quindi l'utilizzo di variabili condivise, il setup di diversi script in modo sincronizzato, la progettazione di un sistema adattabile e a bassa manutenzione, tutte queste cose hanno riacceso un interesse sopito da lungo tempo.
E allora via anche oggi, script selvaggio e ammaccabanane!

PS: neve, finalmente..


mercoledì 25 gennaio 2012

Se a 28 anni non sei ancora laureato sei uno sfigato

"Se a 28 anni non sei ancora laureato sei uno sfigato" in sostanza questa la dichiarazione del viceministro del lavoro Martone.
E giù sequele di gente che si indignano, dicono ossessivamente come un mantra la parola "inammissibile" e dicono che se non si sono ancora laureati è colpa della crisi e di Monti.

Di per mio io non vedo nessuno scandalo. La maggior parte degli studenti iniziano l'università a 19 anni, di conseguenza se in 9 anni (il tempo trascorso dai 19 ai 28...) non si è riusciti a completare un corso di laurea da 5 anni.. Ecco sì, si è degli sfigati.

Poi ci sono tutti i distinguo del mondo, quelli che lavorano durante gli studi, quelli che fanno millemila esperienze all'estero, quelli che subiscono gravi interventi chirurgici e perdono 4 anni in riabilitazione, quelli folgorati sulla via di Damasco che entrano in seminario, etc etc etc.
Soprattutto chi lavora durante gli studi non ha vita facile, perché in pratica può studiare solo durante il week end e la quantità di risorse cerebrali dedicate allo studio è notevolmente ridimensionato.

Ma sostanzialmente il viceministro ha ragione; ha dichiarato anche che essere dei secchioni non è male! Considerando che la maggior parte degli studenti che ho conosciuto nel corso della mia vita hanno sempre considerato chi studiava uno sfigato, è una frase che non può che farmi piacere. Curiosamente solo alle ragazze è "concesso" essere secchione e studiare tanto, basta che poi escano e la diano lo stesso. Gli uomini sono solo dei nerd sfigati.

Questi stessi soggetti sono quelli che all'atto di bocciatura di un esame reagiscono con un "Meh, lo ridò al prossimo appello..", una reazione sacrosanta in certi momenti ma quando stai rifacendo per la 63esima volta un esame del primo anno forse prenderla con un po' meno filosofia aiuterebbe.
Io stesso ho ridato qualcosa come 8 volte un esame del primo anno, ma vi assicuro che dopo la seconda bocciatura i miei commenti a caldo comprendevano invocazioni in sumero di divinità di ogni pantheon esistente associate all'uso poco consono di nomi di animali.

Poi intendiamoci, il cazzeggio universitario è un imperativo morale di ogni studente; le pause caffè, i panini ciccioni alle 10 del mattino, la lezione saltata perché è una rottura di coglioni, e cose di questo tipo. Il problema si pone quando questo cazzeggio è l'obiettivo primario della vita universitaria di qualcuno.

Fondamentalmente credo sia una questione di mentalità, c'è chi vuole laurearsi per iniziare una vita su solide basi e chi vuole studiare per procrastinare il momento del lavoro (ed alla fine della crescita). Questi ultimi, che poi credo siano gli stessi che stanno sbraitando a seguito di queste dichiarazioni, occupano risorse, spazi e slot di tempo in tutti gli atenei solo per poter continuare a fare vita da cazzoni, senza mai entrare nel vivo.

Detto questo ben venga un ritorno alla mentalità dell'eccellenza, ben venga una certa glorificazione del secchione, anche se già so che la capra ignorante di turno continuerà a compensare le sue mancanze a livello intellettivo e scolastico torturando e prendendo in giro chi studia.

giovedì 19 gennaio 2012

Se un uomo indica la Luna, l'imbecille guarda il dito

Mi sono bello che rotto i coglioni di vedere su ogni telegiornale la telenovela della Costa Concordia, con le interviste a tutti gli imbecilli che dicono di sapere qualcosa, con le polemiche su chi c'era, dov'era, quand'era ed in che stato era, tutta la cagnara mediatica dietro al Comandante di Falco, che probabilmente entrerà nella Storia con la frase "Torni sulla nave, cazzo!", ma soprattutto con i millemila esperti del mare che hanno occupato gli studi televisivi in questi giorni: se quelli sono esperti del mare io sono un genio del marketing e delle pubbliche relazioni.

In tutto questo cinema passa sotto silenzio ogni informazione relativa alla rivolta siciliana. Evidentemente una cosa di cui non si da notizia non esiste, si può bollare come "non-problema" e proseguire oltre: quanto mi suona come ordine dall'alto questo non divulgare nulla, non si vorrà mica mostrare un'opposizione seria al governo Monti no? Poi che figure facciamo con Standard&Stocazzo?

Anche stamattina giusto un accenno di Sicilia, associato al colloquio della delegazione dei tassisti con Napolitano, come fosse una notizia di costume.

Che succede in Sicilia? Quali sono le ragioni della protesta? Quanti gli aderenti? In che situazione è l'isola?

Voci raccolte online parlano di rischio esaurimento scorte, di negozi chiusi per mancanza di beni di vendita, di estensione della protesta alla Calabria e molte altre cose. E dov'è Gesù in tutto questo? Insieme ai giornalisti a scavare nel fango e nell'ignoranza all'Isola del Giglio?

Spero che il Capitano passi di qui e possa darmi qualche info più dettagliata nei commenti, in quanto Siciliano..

martedì 17 gennaio 2012

Ma come diavolo fanno in Russia?

Tre giorni di temperature glaciali, di inverno come si deve. Devo dire che forse un po' mi mancava. Quella merdina all'acqua di rose che ci è stata propinata fino ad ora non era degna nemmeno del mese di Novembre, di solito più umido ma meno "freddo" in senso lato.
Invece ora sono tre bei giorni dove la brina domina le strade ed i campi al mattino, e quando si ritorna a prendere l'auto la sera dopo il lavoro sono tutte coperte da un bello strato di ghiaccio.

Sono i giorni in cui ogni centimetro di pelle non coperto diviene insensibile ed è ferocemente attaccato da aghi di ghiaccio.
Sono i giorni del whisky mentre infuriano bufere, i giorni della contemplazione e dei passi veloci in solitaria.
Sono i giorni dell'inverno potente, delle coperte pesanti e della pelle distrutta, degli occhi che lacrimano e delle raccomandazioni delle nonne, delle corse e dei saluti frettolosi sulle porte.

Al contrario dell'indolenza estiva il freddo sveglia i muscoli e le ossa, porta ad attingere alle riserve energetiche più nascoste del corpo e porta una stanchezza mentale e fisica senza precedenti la sera.

Questo periodo non dura molto, ma quando arriva ha una sua bellezza..


venerdì 6 gennaio 2012

Altri Robot - Uriel Fanelli

Finalmente con l'arrivo di un ebook reader mi son potuto togliere un paio di sfizi, ovvero leggere i libri scritti da Uriel Fanelli, l'uomo dietro il blog KEIN PFUSCH.

Purtroppo non ho potuto apprezzare come si deve "Cibo", perché l'ebook reader non lo leggeva correttamente dal pdf, verso metà libro ogni tanto interrompeva a metà i capitoli mettendo una serie di pagine bianche fino al capitolo successivo. Fino a che perdevo un paio di pagine ogni due/tre capitoli poteva anche andar bene, anche se la vicenda è molto coinvolgente e mi spiaceva perdere anche solo un dettaglio. Ma nella fase clou della vicenda perdevo botte di 10/20 pagine per volta e la cosa non era più sostenibile.

Ho quindi iniziato "Altri Robot", sempre dello stesso autore. La versione pdf mi faceva lo stesso scherzo, ma ho aggirato il problema copincollando tutto il libro su un .txt e leggendo da quello; certo, ho perso la formattazione e ci è voluta un po' più di concentrazione per seguire i dialoghi, ma fondamentalmente direi anche sticazzi.

Il libro è diviso in una serie di racconti brevi concepiti per essere come episodi di una serie televisiva, come specifica l'autore nella prefazione, e devo dire che l'effetto è abbastanza verosimile.
In realtà l'ebook stesso è diviso in due grandi parti "Altri Robot" appunto ed il seguito "Altri Robot II".
Vi dico subito che il secondo libro mi sembra decisamente migliore del primo, che rimane in un certo qual modo più grezzo, soprattutto sui dialoghi. Mentre nel secondo libro lo stile è decisamente migliorato, più curato ed i dialoghi stessi sono più verosimili.

La vicenda è ambientata circa 200 anni nel futuro, e molte cose sono cambiate: si racconta in prima persona la vita del membro della polizia Anti-R (anti robot) Uriel NN, ermafrodito X6, ovvero geneticamente modificato con geni animali per essere in grado di affrontare un robot.

L'autore mostra il mondo attraverso gli occhi del suo personaggio, che fornisce in modo diretto o tramite le sue azioni informazioni politiche, sociali, di costume dell'Europa che verrà (per chi segue il suo blog è facile vedere il pensiero di Uriel sul mondo moderno nel suo mondo di domani). Come lui stesso specifica nella prefazione assistiamo a delle innovazioni diverse dalla fantascienza "classica", i robot qui sono una costante nella vita del futuro, ma la vera specialità sono le alterazioni genetiche, ad esempio. Lo strano non è il robot, com'era negli anni 50, ma questo ermafrodito di 1,91m con riflessi felini e la forza di una macchina.

Non vado avanti a raccontare nulla, la vicenda è interessante soprattutto per gli stralci di futuro che mostra, con vere e proprie chicche soprattutto nel secondo libro, mentre la vicenda personale del protagonista spesso non coinvolge appieno. Le scene d'azione in compenso sono ben descritte e mostrano abbastanza bene ciò che succede davvero, soprattutto nel secondo libro.

E' una lettura che consiglio, in ogni caso, per vedere la fantascienza da un punto di vista più moderno, come dovrebbe essere; guardare all'oggi per immaginare il domani, insomma.

Per quel che ho letto, in "Cibo" l'autore ha migliorato ulteriormente il suo stile, e la vicenda mi ha tenuto inchiodato al lettore per tutto il tempo in cui sono riuscito a leggere. Quindi il prima possibile mi ci dedicherò di nuovo.

That's all folks!

venerdì 30 dicembre 2011

Kindle4, Cibo ed altre amenità!

La mia dolce metà per Natale mi ha regalato un aggeggino che stavo puntando da un po'. Il nuovo Amazon Kindle! Ebook reader, per chi non lo sapesse.
Durante i lunghi mesi del 2011 all'interno di un remoto angolino del mio cervello, un appassionato dibattito spesso sfociato in rissa non voleva arrivare a conclusione.
La potente fazione dei libri cartacei combatteva per mantenere i suoi privilegi ed i suoi accessi diretti ai desideri del corpo, mentre i nuovi rivoluzionari dell'ebook, pochi ma ben determinati portavano continui attacchi all'area ingegneristica al grido di "LIBRI INFINITI!".

Tuttavia fino a quando non ho davvero tenuto in mano un ebook reader la dialettica era priva di significato.
Dopo gli avvenimenti di Natale, tuttavia, e dopo aver provato il Kindle per qualche giorno posso riequilibrare la bilancia del potere nella mia mente.
Duro colpo per la fazione dei libri cartacei! Non dico ancora che hanno perso la maggioranza assoluta delle preferenze ma la loro boria è incredibilmente ridimensionata; la passione, la preferenza per i libri cartacei è ancora forte, sfogliare le pagine, averlo dietro un po' ovunque, vederlo invecchiare insieme a te..
Tuttavia gli ebook warrior hanno ricevuto una vera e propria valanga di consensi, il lettore è leggerissimo, pesa meno del mio cellulare, scavando un  po' su internet ho scaricato non meno di 30 libri in 10 minuti e finalmente posso leggere comodamente degli ebook che ho qui parcheggiati nell'etere da un po!
Vedremo come si evolverà la situazione nei prossimi mesi.

Uno di questi famosi libri qui parcheggiati è Cibo, di Uriel Fanelli. Per prima cosa devo dire che non ho finito di leggerlo, per un problema di visualizzazione. Non so se è il mio file o cosa, ma alle volte il capitolo si interrompe a metà e fino all'inizio del capitolo successivo vedo solo pagine bianche. Finché si perdono un paio di pagine si riesce ancora a seguire la vicenda, ma nel mezzo della narrazione perdere 15/20 pagine è privo di senso.
In ogni caso è un libro molto interessante e curato, sono rimasto affascinato dalla teologia così settaria e regolamentata dei mondi della Diaspora, e durante la descrizione dell'evoluzione degli stili di vita e di combattimento dei Namaiti ho riscontrato la logica tecnica che contraddistingue i post dell'autore sul suo blog.
Durante la prossima settimana tenterò di ovviare al problema delle pagine mancanti in un modo o nell'altro e mi dedicherò alla conclusione del libro!

mercoledì 28 dicembre 2011

Welcome to Terra Nova

E così anche Terra Nova è finito. Una brevissima recensione giusto per gradire.

Diciamo che anche questo telefilm risente della normalizzazione della violenza. Non come nei ruggenti anni 80 dove quando non sapevano cosa fare facevano esplodere qualcosa e mostravano sangue e morte, al contrario, è il vizio di merda di rendere i conflitti una robina da educande.

La storia è ambientata nell'era preistorica, ci sono uno sparuto gruppo di uomini in questa base e le scene di conflitto con i dinosauri puoi contarle sulle dita di una mano. E ti avanza anche almeno un dito. Ed anche in queste poche scene non si vede NULLA!
Adesso io non dico di trasformarlo in telefilm splatter (sempre anni 80), ma con un'ambientazione ed una vicenda del genere non DEVE essere adatto anche ai bambini! Questo dev'essere almeno vietato ai minori di 16 anni come contenuti, tanto poi lo guardano lo stesso..

Altra questione è il concentrarsi su questo tema fondante della famiglia. La serie ruota attorno alla figura del padre, che è il tipico padre americano da televisione del terzo millennio: poliziotto, quindi tutore dell'ordine, ma comprensivissimo, mai punitivo e con quel tocco vecchio stile del tipo "Tu non esci stasera signorinella.. Ma sì vai, ma non tornare tardi". Insomma è più o meno Howard Cunningham, che se andava benissimo negli anni '50, credo che per un padre del 2149 sia un attimino fuori standard.
Se mettevano lui come protagonista forse sarebbe stato solo un po' meno atletico dell'attuale
Altro problema è la stupidità massiva di fondo: i personaggi compiono continuamente delle minchiate allucinanti, delle leggerezze da corte marziale e delle ingenuità che bolla ognuno di loro (tranne uno) come imbecille.
Ad esempio, catturano un pezzo grosso dei "nemici" e che fanno? Lo legano al sedile di un camion con delle cinghiette sfigate. Lo legano ad un pezzo di metallo dandogli anche agio di muoversi.. Quello ovviamente a furia di sfregare sul metallo si libera, strano eh?
Ma una botta in testa col calcio del fucile per assicurarsi che se ne stia buono? Va bene che io ho passato tutte le ultime due puntate ad elencare i momenti in cui io avrei rotto il naso a quell'imbecille, ma una botta col calcio del fucile non la si rifiuta a nessuno, dai.. E tutto sempre per la questione del buonismo di cui scrivevo prima.

Ultima questione, la pressoché totale mancanza di strategia militare da parte di ogni soldato in ballo (sempre a parte uno). Che se in altri ambiti è comprensibile, non lo è in questo caso, con gente che fa il soldato in ambiente ostile da anni e anni e "Il miglior esercito che il denaro può comprare" che è composto fondamentalmente da pirla con la faccia truce.
Tutto il gruppo di imbecilli, Nathaniel Taylor compreso
Quindi in definitiva è una serie che ha delle grandi pecche; come Falling Skies da un'ambientazione ed una vicenda di fondo meravigliosa non sono riusciti a tirare fuori il giusto potenziale, probabilmente a causa della mancanza di violenza e realismo.
Cosa rende Terra Nova meritevole di essere visto? Solo un personaggio, Nathaniel Taylor, comandante di Terra Nova, l'unico soldato esperto del telefilm a quanto pare, gran personaggio. Diciamo che nei momenti morti della vostra vita o con molto tempo da perdere si potrebbe vedere questa serie anche solo per lui.
E per i dinosauri.
Ma poco altro.

Voto complessivo: 6-

venerdì 23 dicembre 2011

Lo spirito del Natale presente..

Lo spirito del titolo quest'anno ha deciso di andare in ferie. In posti alternativi tipo l'Himalaya magari, o l'Antartide, o il triangolo delle Bermuda, o il Giappone vicino Fukushima.
Insomma può essere ovunque, di sicuro però è molto ma molto lontano da qui.
Ora intendiamoci, a me piace il Natale. I pranzi con la famiglia, le cose buone da mangiare, i regali, mi è sempre piaciuto, ma..
Sarà per le ferie posticipate dopo capodanno, sarà per la mole di merda che sto maneggiando, sarà per le copiosissime bestemmie degli ultimi due mesi, ma proprio ha deciso di non farsi vedere. Forse si è spaventato vedendo l'aura di pessimismo e fastidio che mi ammanta, oppure la mia voglia di mandare a fanculo tutti lo ha minacciato, oppure ancora il possente desiderio di silenzio e solitudine ha iniziato a mandargli lettere minatorie, non saprei.. Fatto sta che ha ben deciso di sparire.

Forse deriva anche dal fatto che da quest'anno ci sarà un grande assente al tavolo il 25 e 26. Il posto di capotavola rimarrà vuoto. Forse è anche questo.
In ogni caso imperativo è uscire oggi dall'ufficio alle 17.00, prendere una forcina e schiacciare il bottoncino reset che dovrei avere da qualche parte alla base del cranio e godermi fino in fondo i prossimi 3 giorni. Altrimenti come farò ad affrontare il 2012?

martedì 20 dicembre 2011

FUGAFUGAFUGAFUGAFUGA

Ogni volta che mi capita di leggere un post del Capitano mi prende un irrefrenabile voglia di muovermi, di non chiudermi tra quattro mura ma di viaggiare e di riscoprire posti, vedute, paesaggi e forme che da tanto tempo non ho più occasione di osservare.
Ed invece sono qui, tra le famose quattro mura blindato dalla realtà e dagli impegni, a fantasticare sulla mia vita come avrebbe potuto essere ed invece com'è.
E penso che alla prima occasione fuggirò, correrò più a Nord, tra i miei monti ed i miei boschi ad ascoltare il silenzio, a valutare i rumori e a cogliere gli odori secchi dell'inverno.
E penso anche a Zippo ad un certo punto, che ho conosciuto di sfuggita negli anni passati ed ora è anche lui rinchiuso tra quattro mura, ingiustamente, e non può nemmeno sperare nel week end per svagarsi e viaggiare un po'. E mi sento un po' meschino a scrivere e pensare cose del genere.

Un augurio a lui allora, un'esortazione a tenere duro con la speranza che anch'egli presto potrà pensare al suo week end lontano da Roma e dalla città, se lo vorrà.
Un augurio al Capitano, che mi ricorda sempre che esiste un altro mondo al di fuori da qui.
Ed un augurio a tutti quelli che non possono vivere senza il vento sulla pelle ed i muscoli delle gambe affaticati, auguri a tutti gli esploratori di questo nostro mondo.