sabato 31 marzo 2012

Assassin's Creed Revelation

Ed eccoci a commentare la terza parte del secondo capitolo della saga di Assassin's Creed.
Mentre ancora i titoli di coda stanno scorrendo sul mio televisiore butto giù due righe di commento. Innanzitutto il voto, alla fine un 7,5 se lo porta a casa comodo comodo, così vi tranquillizzate e state sereni. Ora andiamo un po' nel dettaglio.

La storia è come sempre ben costruita, anche se si poteva fare di più a mio parere. Al contrario degli episodi precedenti, l'immersione nella città dell'epoca non è totale, non si vive Instabul come si viveva Roma o Firenze o Venezia degli episodi precedenti. Non so se questo derivi dal fatto che le città italiane io le abbia vissute dal vivo mentre non sono mai stato ad Instambul o da altro, ma mi sembra proprio che se fosse stato ambientato a Il Cairo, con qualche minima modifica ai personaggi, sarebbe stata la stessa cosa.
La trama principale si divide in due parti: la ricerca delle chiavi di Masyaf, in cui non sono coinvolti personaggi "storici", e lo sventare le congiure Templari con l'aiuto di Solimano (che un giorno diverrà Il Magnifico). Devo dire che entrambe le trame sono molto facili per chi ha già dimistichezza con il gioco, probabilmente ho dovuto rifare non più di 5 missioni su oltre un centinaio. Certo, in un'ottica di sincronizzazione 100%, quindi anche con obiettivi secondari compiuti, la difficoltà aumenta ma non enormemente.
Purtroppo è rimasta quella boiata del salvataggio dell'obiettivo secondario: se durante una missione fallite l'obiettivo secondario, non basta fallire la missione e riprenderla da capo per riprovarci. E' necessario andare nel menu, interrompere la missione, ritornare in città, ritornare al punto della missione e ricominciarla da capo. 
Sono abbastanza deluso dalla trama delle chiavi di Masyaf, i labirinti sono davvero semplici a sto giro, con la telecamera che ti indica chiaramente dove fare la mossa successiva.

Per quel che riguarda le missioni secondarie le dividerei in due categorie: quelle degli assassini e quelle della ricerca. Vi dico subito che quelle della ricerca fanno pena; la ricerca dei libri si riduce in arrivare al punto indicato, attivare l'occhio dell'aquila, trovare il punto luminoso, andare sul punto luminoso, premere un pulsante. Fine. Oppure raccogliere tutte le pagine del diario di un assassino, fatto questo è possibile entrare a Santa Sofia, arrivare facilmente in cima alla cupola maggiore e recuperare l'armatura finale, tutta in un blocco solo.
Almeno è di bell'aspetto e non come quella cosa pelosa e terribile che era l'armatura di Romolo.
Le sottomissioni degli assassini invece sono carine; ad instambul è necessario addestrare 7 assassini a diventare maestri degli assassini per comandare ognuno un quartiere, faticosamente strappato ai Templari tramite il consueto assalto alla torre e assassinio del comandante.
Non male anche la difesa del covo così conquistato da un assalto in forze, dove bisogna schierare gli assassini sui tetti per respingere gli assalti. Questo è effettivamente più complesso.

Anche qui sono presenti le missioni all'estero per aumentare introiti ed esperienza degli assassini, non molto diverso dal Brotherhood.
Un fattore negativo è la possibilità di sbloccare praticamente tutta la cità da quasi subito. Non ci sono quartieri bloccati in cui si potrà accedere più avanti nella trama, appena ne ho avuto la possibilità ho investito un 5/6 ore di gioco per occupare tutta Instambul, comprare tutti gli esercizi commerciali e restaurare tutti gli edifici.
Considerando che una volta conquistati tutti i quartieri dai Templari viene consegnata la seconda armatura più potente del gioco, si capisce come il livello di sfida collassi quasi immediatamente.
Anche qui come nel Brotherhood il restauro di un edificio non lo cambia per nulla esteticamente, e sta cazzata ancora non mi va giù.

Una novità è rappresentata dalle bombe. E' possibile costruire tre tipi di bombe, uno che uccide, uno tattico ed uno diversivo. Pur non essendo fondamentali ai fini del combattimento sono di piacevole utilizzo! Altra novità è l'uso massiccio delle armi da fuoco. Sui tetti si trovano moschettieri in grado di abbatterti in volo (non credo di aver mai camminato così tanto per le strade e non sui tetti in un Assassin's Creed..) ed i Giannizzeri sono dotati di pistola individuale in grado di causare diversi danni.

Mi sono piaciute parecchio le parti di trama relative alle memorie di Desmond e di Altair, hanno fatto luce su alcuni fattori e dato alcune curiosità di complemento sugli assassini.

In conclusione, trama ben congeniata ma con poche relazioni con il mondo di ambientazione, piacevoli novità di missione e di combattimento ed il fascino di Ezio Auditore a 50 anni ha tutto un suo perché.
Di contro è troppo troppo facile, il fatto di poter conquistare la città dopo sole 5 ore di gioco annienta ancora di più qualunque difficoltà, e la limitazione a praticamente una sola location lo penalizza un po'.
Nel complesso comunque un buon gioco, se la serie vi piace è da giocare semplicemente per proseguire nella storia, spero in veri e reali cambiamenti in Assassin's Creed 3 (di cui allego trailer).


lunedì 26 marzo 2012

Oktagon!

Sabato sera mi sono recato a vedere quel grande spettacolo di massa che è l'Oktagon. Una serie di scontri di diverse arti marziali trasmesso in diretta a livello internazionale, culminante in una sfida particolare, tra due campioni della categoria: Giorgio Petrosyan vs Artur Kyshenko
Per l'elenco degli incontri vi rimando al sito ufficiale dell'iniziativa.
Dopo l'ennesimo viaggio della speranza per raggiungere il forum di Assago, rimango deluso dalla nuova organizzazione. Non relativa all'incontro ma riguardo al forum in sé. Due anni fa il reparto catering era totalmente in mano agli sgabbiotti dei paninari zozzi, che potevano rapinarti tranquillamente facendo tutti gli stessi prezzi e fornendoti il classico panino ciccione con salamella unta. Quest'anno mi sono ritrovato davanti i fast food della catena autogrill, che ti rapinano ancor più tranquillamente e legalmente non dandoti nemmeno la soddisfazione della salamella unta.
Fatto sta che dopo 2 ore avevo ancora fame.

Dopo questa misera cena entriamo al forum, decisamente ed enormemente più pieno rispetto a due anni fa! Quest'anno l'iniziativa ha riscosso un grande successo, ed indirettamente questo mi ha fatto molto piacere: più persone abbandonano gli sport falsi ed inutili per abbracciare le arti marziali da combattimento e meglio è.

Entriamo ad incontri già iniziati, nonostante l'orario di inizio ufficiale fossero le 20.00 ed eravamo in anticipo di un quarto d'ora: già dai primi combattimenti è evidente che il livello degli atleti è molto alto. Per partecipare all'Oktagon bisogna superare una serie di selezioni e qualificazioni non indifferenti, tuttavia alle volte alcuni incontri rimangono abbastanza tristi.
Non in questo caso, i combattenti sono equilibrati, capaci e non esibizionisti, si riesce quasi a sentire la concentrazione e la volontà di vincere arrivare dal ring.

Il primo match che vedo dall'inizio è quello delle donne, un concentrato di furia e muscoli in grado di far impallidire un africano. Fa sempre un certo effetto vedere le donne combattere, mettono una cattiveria assurda in ogni colpo, ma alla fine si abbracciano come fossero amiche da una vita.

Dopo è stato il turno della thai boxe, tutto bene a parte una certa mia avversione per l'arte in sé e soprattutto per la maledetta summa di clacson e flauti thailandesi che riproducevano di sottofondo durante ogni maledetto incontro. Non so come abbiano fatto gli atleti a non perdere completamente la testa per quel macello.

Dopo una pausa si è passati nella parte più importante della sera, in diretta internazionale su 52 paesi, 88 asteroidi, 3 pianeti ed un singolo telespettatore nella galassia più vicina.
I combattimenti principali della serata non hanno deluso, a parte  Turco contro Mustafa che è stato un incontro un po' ingessato, e Franchi che è crollato come una pera dopo nemmeno la metà del primo round dopo aver tirato forse 2/3 pugni; veramente un incontro deludente il suo.
Davide Mosca
Incontro degno di nota tra Davide Mosca e Yoann Kongolo, Mosca ha lottato come un leone, ma la stazza ed i calci devastanti dell'avversario lo hanno inchiodato in difesa. Dopo due round sembrava non riuscire a muovere più le gambe e Kongolo lo ha inchiodato al suolo. Moschino è arrivato comunque alla fine dei 3 round, di sola e semplice forza di volontà, in ogni caso una bella prova.
Menzione speciale per i Moschino supporters di Seregno, il solito branco di casinari!

Ed ultima la battaglia finale, Petrosyan contro Kyshenko! Entrambi atleti con un numero impressionante di record e vittorie, tecnici fino all'estremo e molto determinati a vincere. Il soprannome di Petrosyan è The Doctor (sì, come Vale Rossi), per il semplice motivo che mena pugni con precisione chirurgica, ed anche quando schiva i colpi dell'avversario si sposta solo il necessario per aggirare il pugno, non un cm di più, in modo da essere subito di nuovo pronto in posizione per colpire.
Un bellissimo match, che ha visto una bella sfida nel primo round, Kyshenko subire tantissimo al secondo, ma anche una certa difficoltà di Petrosyan al terzo; tuttavia la vittoria è andata all'Italiano di origine Armena, meritatissima direi.
Giorgio Petrosyan
Un grande spettacolo in fondo.. A chi interessa nella notte tra martedì  27 e mercoledì 28 su Italia1 da circa mezzanotte alle 2.30 dovrebbero trasmettere tutto lo show.

Credo che non me lo farò mancare l'anno prossimo!

mercoledì 14 marzo 2012

Vichinghi pazzi in cucina!

Questo periodo poco si presta a complesse dissertazioni accademiche. Fuori splende il sole (anche se dal sotterraneo dove mi trovo non si direbbe), le temperature si alzano, stamattina ho visto il primo ciliegio in fiore, e soprattutto non trovo spunti di conversazione adatti.
Online si parla fondamentalmente di tre cose, iPad3 (ed anche sticazzi), riforma del lavoro e visite varie di Miss Mario Monti (e qui è già stato detto tutto e niente), e dei miei baffi. Ma di questi ultimi non voglio parlare.

Stavo già quindi pensando che era un pezzo che non scrivevo sul blog, e non sapevo bene di cosa parlare, quand'ecco un segno del possente Odino manifestarmisi davanti!

Nel giro di 10 minuti mi sono capitati una serie di video dello stesso soggetto completamente pazzo da tre fonti diverse.
Chi sono io per andare contro la volontà divina? Non posso fare altro che ergermi a profeta del nord e diffondere il verbo e la magia.


Mayonnaise.. It's good for you!!!

lunedì 12 marzo 2012

Burzum no more!

Giusto per essere sicuri di raggiungere il maggior numero di persone possibili, tutti i diretti interessati, i non interessati, i "Meh", ed anche gli alieni che ci osservano dallo spazio profondo..

Ecco a voi i video completi de "Il grande taglio di BURZUM!"


PS: ieri sera ho visto anche il film di Tekken. Ecco, è meno merda del previsto, tuttavia rimane una merda.. Perché quando fanno film del genere buttano tutto sul plasticoso e sul pressapochismo?
I capelli di Heiachi meritano una menzione particolare!


venerdì 2 marzo 2012

Una nazione di esperti

Succede ogni maledetta volta, ogni volta che un qualunque argomento raggiunge le prime pagine dei giornali gli Italiani si dividono nei due grandi schieramenti, dei pro e dei contro.
E fin qui nulla di male.
Il male è quando ogni singolo elemento di questi due schieramenti, dall'ingegnere aerospaziale al ragazzetto tamarro di 2° media, devono dire la loro.
E anche qui nulla di sbagliato, giusto? Ognuno ha il diritto di dire la sua, giusto?
Forse.
Diciamo che se la grande questione di caratura nazionale è la farfalla di Belen Rodriguez allora sì, ognuno può dire la sua, anche se sono un potente fautore della massima "Meglio tacere e passare per scemi che aprir bocca e confermarlo".

Quando si parla di scienza, tecnica, costruzioni, fisica, o in generale ogni argomento che pretende, impone, una conoscenza specifica e l'utilizzo di terminologia e dati certi, ecco in quel caso no.
NON HAI IL DIRITTO DI DIRE LA TUA!

Perchè? Per il semplice motivo che il 99% dei commenti, delle prese di posizione, delle risposte che vengono fornite si basano su dati completamente inventati, oppure non verificati, di origine incerta, con unità di misura prese a caso e non coerenti l'uno con l'altro.
Diciamo anche la verità, di solito non è che un ragazzino si sveglia al mattino e decide di buttare giù dei numeri amminchia per fare il figo su Facebook, anche se a volte è proprio così: inventano dei numeri ad hoc per avallare le loro tesi. Nella grande maggioranza dei casi questi numeri provengono da sedicenti "esperti", ovviamente chiamati in causa e aderenti in modo organico al movimento NO-qualcosa o al movimento SI-qualcosa.
Quindi volessimo costruire una torre alta fino alla Luna, avremo fior di esperti che diranno "Si, può, fare! E costerà quanto un pieno di benzina di una Smart!", ed altri fior di titolati che diranno "E' impossibile, non c'è la tecnologia, costerebbe come il prodotto interno lordo dell'UE moltiplicato per la distanza Terra-Sole in millimetri". Entrambi gli schieramenti possono imbottire il pubblico di numeri per dimostrare la loro tesi.

Ecco, di solito mentono. Entrambi mentono. Sì può almeno sperare che per inventare quei dati siano partiti da qualcosa di concreto ma non ne sarei così sicuro.

A partire da questi "esperti", appunto, poi inizia il tam tam di chi vuole darsi un tono online, o con gli amici, che prendono questi dati per avvalorare nemmeno la tesi dell'esperto, ma la propria.
E spesso si perdono pure qualche dato nel mezzo.
Facciamo un esempio, fatto di frasi a caso e numeri a caso.
Non è possibile costruire una torre alta fino alla Luna perché non esistono materiali in grado di resistere alle forti correnti d'aria in alta quota.
Infatti se costruissimo in alluminio il suo punto di rottura sarebbe una forza applicata di 500N/m2 mentre i venti riescono a generare una forza di 1200N/m2.

Questa è la tesi dell'esperto. Come passa all'utente FB, o comunque al cretino in oggetto.
Non possiamo costruire una torre fino alla luna perché l'alluminio si scioglie a contatto con l'aria.
Infatti può resistere ad una temperatura di 500°, ma in alta quota il sole scalda fino a 1200° e quindi crolla tutto.

Bé, è un po' un'estremizzazione del processo, ma il principio è proprio quello. Un po' come il gioco infantile il telefono senza fili, dove tutti ci si sedeva uno accanto all'altro ed un capo della fila diceva una frase che doveva passare di orecchio in orecchio fino all'altra estremità. Se la frase era "Che bella la lavatrice" alla fine saltava fuori "Tua sorella è una meretrice".

Quindi invece che ammorbare ogni social network, forum, sezione commenti degli articoli, trasmissione televisiva, community, bar e chi più ne ha più ne metta con numeri inventati di sana pianta, stravolti, mixati, per avvalorare una tesi che vi siete costruiti da soli partendo da ipotesi inventate ed ideologiche, studiate. Ma studiate tanto!
Ma non i numeri e gli esperti! No cazzo! Studiate la materia, studiate fisica, studiate roba che ABBIA I COGLIONI e non scienze politiche o scienze sociali!
Allora forse, e dico forse perché anche io avrei bisogno dei bei ripassi per capire come si deve certe dinamiche, forse potrete iniziare a capire qualcosa del mondo che vi circonda, e allora, solo allora, potrete parlare.
Ed in quel momento vi renderete conto che le vostre parole vengono travisate, i vostri numeri stuprati, le vostre idee cannibalizzate da bestie ignoranti come eravate. 

E vi passerà la voglia di spiegare a chi non vuole capire.

lunedì 27 febbraio 2012

Una morte invisibile

Sdraiato nella mia cuccetta stentavo a prendere sonno. Nonostante l'ipnotico rumore delle eliche in sottofondo fosse molto rilassante, un pensiero, un piccolo tarlo nel mio cervello, mi allontanava dall'agognato riposo. Niente era stato fuori posto durante la giornata: l'adunata in coperta, l'assegnazione dei turni e dei compiti per il giorno, le ore passate di servizio prima nelle cucine e poi di guarda sulla torretta d'avvistamento superiore. Anche in quel caso nulla da segnalare. Nessun fatto eccezionale, proprio nessun avvenimento che non fosse catalogabile come routine.
Eppure non ero tranquillo, e non riuscivo ad addormentarmi. Come se un piccolo dettaglio fosse fuori dal coro, un qualcosa che si era annidato da qualche parte nella mia mente. Sfuggiva ad ogni mio tentativo di focalizzazione; anzi, più cercavo di identificare quale fosse il problema più la soluzione si allontanava.
Avevo deciso di fare due passi, tanto valeva compiere un giro del perimetro esterno per guardare il panorama dalle grandi vetrate di osservazione. L'Oceano Atlantico scorreva placido sotto di me, il viaggio da Berlino a New York era quasi giunto al termine ed il giorno successivo il dirigibile avrebbe trionfalmente avvistato i primi grattacieli americani.
Mentre rimanevo lì in piedi, osservando l'infinita distesa di acqua salata, un rumore sordo proveniente dalle mie spalle mi spinse a girarmi, ma prima ancora di potermi muovere finii lanciato verso la vetrata.
L'impatto con 5 cm di vetro rinforzato mi annebbiò la vista per qualche istante: quando riaprii gli occhi vidi solo il blu indistinto dell'oceano farsi sempre più vicino. Poi più nulla.

Ok, e quindi?

Quindi credo di essere morto.

Ah, genio! Certo che sei morto! Una bomba è esplosa sul tuo dirigibile, e ha aperto uno squarcio nella navetta. Ma i danni non sono stati così ingenti come gli attentatori prevedevano, credo che arriveranno a New York con solo un lieve ritardo.

Ah.. Ma io perché sono morto?

Bè, ti sei messo a vedere il panorama tra una lastra di vetro e la bomba.. La risposta mi pare abbastanza immediata.

No, voglio dire, qual era il mio destino? Per quale motivo sono morto?

Uhm, forse non ti è chiara una cosa.. In vita ti riempiono la testa di favole e storie, con eroi e grandi avventure, destini manifesti e sacre missioni giusto?

Sì..

Ecco, in tutte quelle storie, l'eroe vince, il cattivo perde, ed attorno a loro migliaia e migliaia di personaggi vengono feriti o muoiono nel più assoluto silenzio. Sono personaggi di contorno.

Ah, quindi sono un personaggio di contorno?

Zitto e fammi finire.. Nelle storie non ci sono altri personaggi se non quelli partecipanti alla trama, ma è facile immaginare che NON tutto il mondo sia coinvolto nella lotta tra l'eroe ed il cattivo. Milioni di persone vivono al di fuori di ogni riflettore, ignorate dal narratore e dai partecipanti. Ecco, quelle persone vivono e muoiono.

Non capisco..

Alla fine è molto semplice, la maggior parti delle morti è importante solo per il defunto stesso e pochi cari. In altre parole, la tua morte è invisibile agli occhi del mondo.

Non è piacevole sentirsi dire queste cose appena morti..

Immagino, ma questa è la realtà. Forza, è ora di andare.

Aspetta, sono sicuro che non può essere tutto qui! C'è il particolare, quel pensiero che non riuscivo a focalizzare! Sicuramente quello spiegherà i motivi dietro alla mia morte, mi dirà che il mio destino si è compiuto per un motivo!

Il bottone del comandante.

Cosa?

All'adunata di stamattina al comandante mancava il terzo bottone della giacca, non se ne era accorto.

Non è.. Ma.. Cazzo è proprio vero.. Era questo il pensiero. Uno stupido, inutile, fottutissimo bottone!

Già.. Vogliamo andare ora?



mercoledì 22 febbraio 2012

Dabangg!!!

Ieri sera stavo facendo zapping dopo gli allenamenti, quando mi sono imbattuto in quello che poi si sarebbe rivelato il film più tamarro dell'universo conosciuto.
Il film è "Dabangg", Senza paura, film indiano completamente folle.
Freddy Mercury!
La storia parla di un poliziotto che sembra Freddy Mercury pompatissimo alle prese con corruzione (è lui il corrotto), politica, donne e violenza in una piccola cittadina indiana. A parte questa propensione per i balli e le canzoni nei film, che dopo un po' uno inizia anche ad apprezzare, il film è completamente privo di senso logico. Non per la trama, che anzi è abbastanza semplice da seguire, ma per gli atteggiamenti, gli intermezzi, i baffi imbarazzanti, ed i combattimenti al limite del cartone animato.
In una sola parola, DEFINITIVO!
C'è anche un po' di gnocca che non guasta mai
Improbabili e lunghissime scene di combattimento con arti marziali intervallati da esplosioni apocalittiche e sguardi di sfida con e senza occhiali da sole. Le chiacchierate mentali di DragonBall prima degli scontri finali non sono NULLA a confronto.
Se tutti i film indiani sono così io ne diventerò uno dei massimi estimatori!
Ricordate, Dabangg!!!

Come si può resistere ad un uomo del genere?

domenica 12 febbraio 2012

The Wild Hunt

Ho appena finito di vedere un film che ho in coda da un po': The Wild Hunt!
La vicenda è molto semplice, in un paese non meglio definito esiste questo grande gioco di ruolo che comprende diverse centinaia di persone che si svolge su un vasto territorio boscoso.
L'ambientazione pare il Medioevo del Nord Europa, quindi con gruppi di civiltà molto diverse; si passa dai seguaci del Re ai selvaggi della foresta, passando per i Vichinghi. Il tutto ovviamente è ben regolamentato e reso inoffensivo, con armi debitamente controllate per non poter far male e folletti che girano per tutto il terreno muniti di radio per far rispettare le regole e fare da voci fuori campo.
La storia entra davvero nel vivo quando il fratello del capo dei Vichinghi vuole andare a recuperare la sua ragazza lì dentro, farle il tipico discorsetto da "torniamo insieme". Il problema è che la ragazza in questione nel gioco rappresenta la principessa contesa da tutte le fazioni, ed attualmente è in mano ai selvaggi, il cui capo è anche il suo amante.
La locandina è decisamente azzeccata
Quindi immaginate questo povero stronzo che non vuole giocare, non sa nulla del gioco ed è costretto ad entrare in calzamaglia in questo territorio per parlare con una ragazza circondato da una tribù di selvaggi che gli urla dietro.
Dopo il suo evidente fallimento si rivolge a suo fratello, un pazzo furioso capo della fazione dei Vichinghi, che parla continuamente con voce impostata, invoca gli Dei e parla di sangue, battaglie e onore ogni pié sospinto.
Insieme decidono di liberare la principessa prigioniera secondo le regole del gioco, in modo che il fratellino possa parlare a quattr'occhi senza interferenze.
Intervengono con un colpo di mano subito dopo la cerimonia della Caccia Selvaggia (da qui The Wild Hunt), secondo la quale i selvaggi avrebbero dovuto uccidere la principessa, lei sarebbe resuscitata come demone per guidarli all'assalto e al massacro di tutti quelli che incontravano durante la notte.
Il colpo di mano riesce, ma a quel puntoil fratellino ed il capo dei selvaggi si ritrovano coinvolti in uno scontro metaforico per la stessa donna. Come si può facilmente immaginare la situazione degenera rapidamente, e la Caccia Selvaggia diventa reale.

Bello, proprio bello. La prima metà del film non si può fare a meno di sorridere vedendo il capo dei Vichinghi, BJORN!, invocare Thor e Mjolnir per aiutarlo in battaglia, inoltre il grado di realismo dei vichinghi e dei selvaggi è veramente notevole (un po' meno per gli uomini del Re).
Man mano che si prosegue nella vicenda diventa sempre più palpabile la tensione attorno alla principessa, e si capisce che prima o poi qualcuno uscirà di testa, quindi ad ogni situazione di scontro si rimane un po' con il fiato sospeso per capire chi dei simpatici nerd che gioca di ruolo ci rimetterà il culo per primo.

Una volta che tutto il casino scoppia la storia accellera bruscamente, fino ad arrivare alla tragedia finale, ben costruita, con solide conseguenze. Ed in quel momento che si vede il vero effetto della Caccia Selvaggia, il voler far emergere di nuovo la natura bestiale dell'uomo. Ed è sempre qui che i racconti di Bjorn riguardo all'Edda Norrena ed al Ragnarok assumono più significato.

Il finale è appropriato, niente da dire. Si può rimanere un po' male per lo strappo brusco che passa tra il sorriso iniziale alla tragedia finale, ma anche questo credo sia il bello del film.

Voto finale: 8

Non c'entra un cazzo, ma uno non può chiamarsi Bjorn e passarla liscia!

mercoledì 8 febbraio 2012

Quando sento nominare libertà di stampa metto mano alla pistola..

Io vorrei davvero capire qual è il gene che spinge una persona normale a guardare le notizie, ad informarsi. Vorrei scoprirlo, identificarlo, isolarlo e SOPPRIMERLO crudelmente.
Perché? Perché alle volte penso sia meglio rimanere totalmente ignoranti su ciò che succede del mondo. Oggi non sto parlando di informazione di parte, di notizie di guerra/carestie/stermini/quanto è cattivo l'uomo/etc.
No, sto prendendo in considerazione le NotizieDelCazzo.
Oggi, direttamente dal corriere.it (ad esempio) possiamo ottenere queste grandi und poderose perle di conoscenza:

  • Scandalo a Roma, spazzaneve fermi. Scoperto il cimitero delle pale.
    (Cioè, il cimitero delle PALE!)
  • "Madrelingue", gaffe web per la Minetti
    (Dove si polemizza riguardo ad un refuso su un post su twitter della Minetti)
  • Gisele difende il suo quaterback: colpa dei compagni
    (Dove si commenta la sconfitta durante il superbowl. Più o meno come i commenti delle mogli dei finalisti del campionato di ping pong in Cina. E sticazzi?)
  • "Convocata da Dio". La calciatrice Selena diventa Suor Emilia
    (Vocazione di una calciatrice da 10 anni in serie A. Aggiungo ancora. E sticazzi?)
  • "Ridotte in schiavitù". Le orche fanno causa al parco acquatico
    (E mentre già spero nella scoperta di un qualcosa che permette di comunicare con gli animali, scopri che sono dei fottutissimi avvocati americani che cercano di farsi pubblicità con gli animalisti. Avvocati delle orche, ma puttana eva!)
  • Il gatto invade il campo: si ferma Tottenham Liverpool
    (Ma cosa sto guardando? Youtube?)
  • Paolo Berlusconi e la nuova fiamma!
    (Voglio morire..)
Per finire con il poderoso "Ciao Al". De Magistris chiama Al pacino, che non è una notizia ridicola in sé, ma è orripilante il voler pubblicizzare questo patetico tentativo di darsi un tono.

Mischiate in tutte queste minchiate ci sono anche notizie "serie", che poi serie non sono perché affogate nel punto di vista e nel pensiero personale dell'autore dell'articolo, senza contare la tipica superficialità e mancanza di informazione.

Quindi, tutte le volte che vedo persone stracciarsi le vesti lamentando la mancanza di libertà di stampa, un accesso di odio feroce mi sale fino al cervello, e traspare dal pulsare caratteristico delle vene delle tempie; perché oggi, in presunta libertà di stampa, le nostre pubblicazioni sono allo stesso livello della cartaccia piena di gossip e notizie innocue spacciata ai Prolet in 1984.

Quindi l'unica cosa da fare è ammazzare zombies!

martedì 7 febbraio 2012

Heinlein - Il gatto che attraversa i muri

Ieri sera ho finito di leggere queste libro dal titolo un po' alternativo.
Il gatto che attraversa i muri di Heinlein, appunto.
Che poi sta minchia di gatto non c'entra nulla!
Devo dire che mi ha lasciato un po' così: innanzitutto ormai credo sia una costante che quando in un libro si incontrano dialoghi serrati tra marito e moglie (o simili), battibecchi e punzecchiature degne delle peggiori sitcom americane, e quando non si sa cosa fare si finisce a letto, bisogna attendere pazientemente che salti fuori Lazarous Long e tutta la sua cricca di stronzi coi capelli rossi.
Non che questo sia un male, sia chiaro, il vecchio rosso millenario è uno dei personaggi più geniali di cui abbia mai letto: il problema semmai è che in questo libro si vede poco.
In realtà si vede poco di tutto qui..
Ma andiamo con ordine.

Si narrano le avventure di Richard Colin Ames Campbell, ex colonnello, dottore (in non si sa bene cosa), coinvolto in un omicidio durante una cena romantica con la futura moglie. E da qui parte una rocambolesca fuga da una colonia spaziale fino alla Luna, costantemente inseguiti da avversari occulti e governi dispotici. Il tutto fino a capitare tra le braccia dei Long e della Brigata Temporale.
E va bene.

Il problema è che tutto quanto è privo di scopo. Fino a 3/4 del libro non si capisce quale sia il punto della vicenda, della questione, sembra una storia raccontata così, giusto per passare la domenica. Ad un certo punto ho pensato anche fosse uno di quei libri che mascherano dietro un romanzo un tentativo di saggio sulle abitudini tecnico morali delle colonie Lunari nel 2180; per quanto come sempre Heinlein sia preciso e accurato nelle sue costruzioni, non era il libro che avevo in mente.

Nell'ultima parte del libro i protagonisti rimangono invischiati in quell'oceano di sentimenti, persone, computer e pazzoidi che è la famiglia Long allargata, su Terzius, ma questo non fa che precipitare il lettore in una babele di nomi, ognuno con una sua storia dietro derivante da altri libri precedenti dello stesso autore. Anche per me, che quei libri li ho letti, è stato molto difficile ricostruire la situazione e capire di CHI si stava parlando in quel momento.

Il tutto per finire con 3 pagine scarse di missione e "battaglia finale". Dopo aver accennato per metà libro a questo compito, ed aver ossessionato il protagonista nelle ultime 70 pagine dell'importanza della missione, in 3 pagine scarse finisce tutto, senza nemmeno la fatica di spiegare i punti in sospeso.

Non posso proprio dire che mi sia piaciuto questo libro, d'altro canto non è senza lode: lo stile di scrittura è chiaro e intrigante, le descrizioni del mondo futuro sono realistiche ed anche le spiegazioni sulle abitudini di vita dei vari popoli risultano interessanti.

Semplicemente è un libro che passa, destinato a non rimanere impresso e senza nulla da comunicare.