martedì 22 maggio 2012

Beata solitudo

Ed in sti giorni di pioggia continua ed estate che non arriva, sento sempre più stretta la morsa degli impegni e dell'umanità intorno a me. Sui mezzi pubblici e camminando sento sulle spalle il peso degli appuntamenti, delle "cose da fare", ed attorno a me avverto la presenza di persone sconosciute che premono, spingono, chiedono ed implorano un cenno, uno sguardo, un briciolo di attenzione e di apprezzamento.
Ma chi siete?
Cosa volete?
Dovrebbe importarmi di voi? Di quello che dite, pensate, fate?
No.
E a voi non importa di me. Ed è bene così.
Io non sono nato per abbracciare la vita, per interagire e conoscere culture nuove e stimolanti. No. Penso di essere creato per i legami di sangue, per i pochi fratelli di una vita con i quali si possono affrontare mille situazioni senza stancarsi mai, per quei legami che fanno male quando vengono recisi, che sanguinano a lungo e non cicatrizzano mai del tutto.

Quindi, per cortesia, lasciatemi nel mio branco. Non premete e non agitatevi, i tentativi di entrare a spinta otterranno solo morsi e reazioni violente. 

Lasciatemi qui, forse finirò solo alla fine. Forse la dispersione ed il tempo annienteranno il gruppo. Ma va bene così, preferisco essere un vecchio orso solitario che una scimmia piena di pulci non sue.

mercoledì 16 maggio 2012

Role Playing nei giochi moderni

L'altro giorno stavo affrontando una di quelle lunghissime sessioni di dialogo all'interno di Mass Effect 3, ed all'ennesima scelta di risposta in cui mi ero fermato a valutare quale fosse la risposta più figa, mi sono reso conto di una cosa.

Buona parte di quelli che oggi sono etichettati come RPG non sono tali. Si trovano due tipo di gioco di questo tipo, a storia fissa o a storia libera. Nei giochi con storia fissa non è possibile alcun gioco di ruolo, il carattere del personaggio è già decretato dal gameplay e l'unica cosa che si può fare è andare avanti uccidendo tutto ciò che ci compare davanti. Spazio a fantasia e immedesimazione meno di zero. E se questo va benissimo per gli action game, quando si legge RPG uno si aspetta qualcosa di diverso da un action game ambientato nel medioevo. Specularmente i giochi con storia libera soffrono dell'effetto opposto. Si può fare TUTTO, durante la singola partita si può nascere come ladro, crescere come guerriero e finire come ladro. Ad ogni singolo dialogo si può rispondere come uno stronzo o come l'eroe. Ad esempio Skyrim, si può finire tutto con lo stesso personaggio, arrivando alla fine a masterare skill di spada, di forgia, di scasso e di magia. In altre parole, DIO.

Ebbene, l'altro giorno mi sono reso conto di non star giocando di ruolo. Di non aver deciso che il mio personaggio avesse un determinato carattere e determinati pensieri morali, in modo da evitare come la peste le risposte ed i comportamenti contrari al suo essere; semplicemente volta per volta cerco di trovare la risposta che più mi piace o più vantaggiosa.
Questo porta a creare un personaggio ambiguo, imprevedibile, egoista, ruffiano, falso e approfittatore. E si sta impersonando una personcina del genere.
Gran bella merda.

Quando c'è la possibilità di personalizzare il proprio comportamento si dovrebbe porre attenzione al personaggio che si sta costruendo, e qualunque direzione si scelga di fargli intraprendere di rimanere coerenti. Se fino ad un certo punto si gioca come uno spregiudicato figlio di puttana che quando non sa cosa fare minaccia qualcuno, è ridicolo iniziare a reagire come santarellini all'improvviso!

Giunto è il momento di tornare a giocare di ruolo, dove possibile.

PS: l'unica cosa costante nelle mie giocate di Mass Effect è l'odio per la giornalista impicciona e l'ammirazione per la società militare dei Turian ^_^

lunedì 7 maggio 2012

Considerazioni, lamentele, nuove battaglie e, alla fine della fiera, tutte minchiate

Stamattina una grande battaglia di alto valore civile e morale si affaccia nella mia mente. In questo periodo di crisi la speculazione può raggiungere dei limiti che vanno oltre il semplice concetto di decenza. Io sto parlando di un liquido fondamentale nella vita dell'uomo moderno, un liquido ambrato senza il quale la civiltà del terzo millennio non potrebbe reggersi su solide gambe; senza quel liquido torneremmo immediatamente ad un sordido medioevo, fatto di bruttezze e imbarbarimento.
Qual è questo liquido? Il WHISKY!

Ieri mi aggiravo per un supermercato, ben deciso a procacciarmi una bottiglia di questo nettare, lubrificante per menti e organismi. Ero inoltre ben deciso a non limitarmi ad una bottiglia commerciale di livello medio basso, ma a festeggiare le novità organizzative della mia vita con una qualità degna di essere bevuta!
Ma, ecco, non ero preparato a dover mollare 50€..
Superato lo choc iniziale ho deciso di posticipare l'acquisto ancora per un po', almeno fino all'arrivo di una sdraio e della vera bella stagione, MA! C'è un ma! Ci sono fior di associazioni di consumatori che si lamentano del prezzo della benzina, della privatizzazione dell'acqua, del latte, ma nessuno che pensa mai al povero whisky! Perché? Cosa vi ha fatto? Siete stati morsi da piccoli?

Libertà per il whisky, esigo un calmiere dei prezzi, incentivi statati all'acquisto e al consumo! Libertà per il whisky!

sabato 14 aprile 2012

Selezione Artificiale della specie

Oggi una piccola riflessione. Avete mai visto il film Gattaca? In quel film è possibile far nascere un bambino con un'accurata selezione genetica, in modo da raccogliere il meglio del meglio dei geni dei genitori. Ora il film è anche bello, ad un occhio attento la morale potrebbe essere "Che stronzi che non fanno figli 'naturali', ma l'eroe ce la farà comunque grazie alla sua forza di volontà, ne sono sicuro". Ad un occhio più cinico e più di parte come il mio la morale è leggermente diversa.
SPOILER ALERT (evidenziare la zona per leggere)
Lo stronzo geneticamente inferiore fa mille magheggi e mille truffe per farcela, e ce la fa pure a partire per questa rischiosissima missione spaziale di esplorazione. Bravo. Quello che il film non dice, ma fa capire, è che in questo modo mette a rischio la missione stessa. Il protagonista ha infatti problemi cardiaci, e dopo la metà del film durante uno stress test cardiaco basato su una corsa il suo cuore inizia a battere incontrollabilmente. Riesce a mascherare la cosa al test, ma lo spettatore dovrebbe rendersi conto che sì, se il suo cuore esplode per la tensione durante una manovra o durante uno sforzo fisico durante la missione, l'equipaggio si ritroverà a rischio, con un uomo in meno, a probabile rischio missione solo perché tu stronzo hai voluto andare a farti un giro per le stelle.
Certo, questo non toglie che l'assegnazione automatica dei lavori in base al corredo genetico sia un attimo arbitraria, perché a mister simpatia qui veniva assegnato un lavoro da spazzino in base al fatto che teoricamente sarebbe morto presto (o una roba del genere).

Ma torniamo a bomba sul concetto di oggi. Io penso che in futuro la selezione genetica artificiale diventerà un argomento fondamentale per non veder finire la nostra specie nella merda più totale. Il ragionamento è molto semplice: fino a pochi decenni fa, con conoscenze mediche di gran lunga inferiori di adesso, i bambini deboli, con malformazioni cardiache, stupidi, etc etc etc spesso morivano naturalmente a pochi anni di età. Grandi lutti e pianti in famiglia, sicuramente una tragedia, ma.. C'è un ma. Il corso naturale degli eventi impediva a molti essere umani portatori di un corredo genetico scadente di tramandarlo ai loro figli, e alla lunga di lasciarlo in circolazione. Esattamente nello stesso modo per cui gli elementi più lenti della specie Gazzella vengono mangiucchiati da piccoli da tutti i predatori del mondo.

Con l'aumentare delle conoscenze mediche in nostro possesso, questi bambini sopravvivono, e prosperano e fanno figli. Tutto questo dal punto di vista umano è una grande vittoria, dal punto di vista della specie umana forse un po' meno. Se un bambino nasce con una malformazione cardiaca di origine genetica, o pensiamo anche solo alle allergie, e sopravvive, la probabilità che i suoi figli abbiano la stessa variazione è decisamente più alta rispetto a genitori con codice genetico che non la prevede.
Oggi come oggi quindi, nella nostra specie è sparita la selezione naturale, se non in quei paesi così arretrati da non avere un'assistenza sanitaria degna di questo nome.
Come se ne esce? Visto che è anacronistico e ridicolo, oltre che abbastanza da bestie, immaginare un'assistenza sanitaria per sole persone che sono geneticamente sane, e lasciar crepare gli altri, immagino che in futuro la scelta artificiale genetica sarà una prassi ben consolidata. Secondo opportuni controlli nazionali o sovranazionali (dipenderà dal'ordinamento politico di quell'epoca) si dovrebbe scegliere la migliore combinazione genetica tra resistenza fisica ed intelligenza tra tutto il corredo genetico dei genitori, in modo da reintrodurre la selezione genetica a livello artificiale. Ovviamente poi ci sarà l'esercito degli imbecilli che prenderà questa cosa come modo per avere un bambino biondo e bello, ma quello è assolutamente secondario. Sarà il vero e proprio avvento del Superuomo, e credo che una volta compiuto questo passo il balzo verso le stelle sarà ancora più vicino.

PS: Ovviamente poi ricreeremo i dinosauri.

venerdì 6 aprile 2012

Google Project Glass

Ancora una volta, Mountain View progetta il futuro.

Quando Google annuncia qualcosa di nuovo mi sembra di visualizzarlo come una nuova mossa in una lunga partita a scacchi; solo l'avversario di BigG cambia ogni volta. Partiti a lottare contro Microsoft ed un'arcaica visione dei servizi internet, oggigiorno è Apple, che si pensava fosse in enorme vantaggio con i suoi prodotti mobile.

Ma ora "Project Glass" minaccia di scompaginare le carte in tavola, un altro passo per rendere attuale la fantascienza alla fine. Nel video qui sotto linkato si mostra l'utilizzo intensivo di servizi social, per la vita di ogni giorno. GoogleMaps, Google+, GoogleCalendar, etc. Ma una volta implementata la tecnologia ed i servizi, l'utilizzo degli occhiali a scopo informativo, militare, ludico, insomma il maledetto visore che nei videogame in prima persona vi proietta l'interfaccia sullo schermo sarà realtà.
Ora questo video non è lo stato dell'arte del prodotto. Semplicemente è un "One day.." quindi è tutto in realizzazione, tuttavia continuare a muovere passi in questa direzione mi sembra meraviglioso.

Gli scacchi mi sembrano la metafora più adatta parlando di Google, perché ogni suo prodotto è una piccola mossa, che si incastra ed armonizza con le altre per determinare un compatto blocco di servizi di cui è molto difficile fare a meno. Sono sicuro che presto inizieranno a chiamare anche loro "L'Impero del Male".

Di per mio sono affascinato e terrorizzato allo stesso tempo da questa notizia. Affascinato dal video e dalle implicazioni di questa invenzione, terrorizzato dal pensiero di dover un giorno sviluppare app vocali per questo device!

Daje Google!

sabato 31 marzo 2012

Assassin's Creed Revelation

Ed eccoci a commentare la terza parte del secondo capitolo della saga di Assassin's Creed.
Mentre ancora i titoli di coda stanno scorrendo sul mio televisiore butto giù due righe di commento. Innanzitutto il voto, alla fine un 7,5 se lo porta a casa comodo comodo, così vi tranquillizzate e state sereni. Ora andiamo un po' nel dettaglio.

La storia è come sempre ben costruita, anche se si poteva fare di più a mio parere. Al contrario degli episodi precedenti, l'immersione nella città dell'epoca non è totale, non si vive Instabul come si viveva Roma o Firenze o Venezia degli episodi precedenti. Non so se questo derivi dal fatto che le città italiane io le abbia vissute dal vivo mentre non sono mai stato ad Instambul o da altro, ma mi sembra proprio che se fosse stato ambientato a Il Cairo, con qualche minima modifica ai personaggi, sarebbe stata la stessa cosa.
La trama principale si divide in due parti: la ricerca delle chiavi di Masyaf, in cui non sono coinvolti personaggi "storici", e lo sventare le congiure Templari con l'aiuto di Solimano (che un giorno diverrà Il Magnifico). Devo dire che entrambe le trame sono molto facili per chi ha già dimistichezza con il gioco, probabilmente ho dovuto rifare non più di 5 missioni su oltre un centinaio. Certo, in un'ottica di sincronizzazione 100%, quindi anche con obiettivi secondari compiuti, la difficoltà aumenta ma non enormemente.
Purtroppo è rimasta quella boiata del salvataggio dell'obiettivo secondario: se durante una missione fallite l'obiettivo secondario, non basta fallire la missione e riprenderla da capo per riprovarci. E' necessario andare nel menu, interrompere la missione, ritornare in città, ritornare al punto della missione e ricominciarla da capo. 
Sono abbastanza deluso dalla trama delle chiavi di Masyaf, i labirinti sono davvero semplici a sto giro, con la telecamera che ti indica chiaramente dove fare la mossa successiva.

Per quel che riguarda le missioni secondarie le dividerei in due categorie: quelle degli assassini e quelle della ricerca. Vi dico subito che quelle della ricerca fanno pena; la ricerca dei libri si riduce in arrivare al punto indicato, attivare l'occhio dell'aquila, trovare il punto luminoso, andare sul punto luminoso, premere un pulsante. Fine. Oppure raccogliere tutte le pagine del diario di un assassino, fatto questo è possibile entrare a Santa Sofia, arrivare facilmente in cima alla cupola maggiore e recuperare l'armatura finale, tutta in un blocco solo.
Almeno è di bell'aspetto e non come quella cosa pelosa e terribile che era l'armatura di Romolo.
Le sottomissioni degli assassini invece sono carine; ad instambul è necessario addestrare 7 assassini a diventare maestri degli assassini per comandare ognuno un quartiere, faticosamente strappato ai Templari tramite il consueto assalto alla torre e assassinio del comandante.
Non male anche la difesa del covo così conquistato da un assalto in forze, dove bisogna schierare gli assassini sui tetti per respingere gli assalti. Questo è effettivamente più complesso.

Anche qui sono presenti le missioni all'estero per aumentare introiti ed esperienza degli assassini, non molto diverso dal Brotherhood.
Un fattore negativo è la possibilità di sbloccare praticamente tutta la cità da quasi subito. Non ci sono quartieri bloccati in cui si potrà accedere più avanti nella trama, appena ne ho avuto la possibilità ho investito un 5/6 ore di gioco per occupare tutta Instambul, comprare tutti gli esercizi commerciali e restaurare tutti gli edifici.
Considerando che una volta conquistati tutti i quartieri dai Templari viene consegnata la seconda armatura più potente del gioco, si capisce come il livello di sfida collassi quasi immediatamente.
Anche qui come nel Brotherhood il restauro di un edificio non lo cambia per nulla esteticamente, e sta cazzata ancora non mi va giù.

Una novità è rappresentata dalle bombe. E' possibile costruire tre tipi di bombe, uno che uccide, uno tattico ed uno diversivo. Pur non essendo fondamentali ai fini del combattimento sono di piacevole utilizzo! Altra novità è l'uso massiccio delle armi da fuoco. Sui tetti si trovano moschettieri in grado di abbatterti in volo (non credo di aver mai camminato così tanto per le strade e non sui tetti in un Assassin's Creed..) ed i Giannizzeri sono dotati di pistola individuale in grado di causare diversi danni.

Mi sono piaciute parecchio le parti di trama relative alle memorie di Desmond e di Altair, hanno fatto luce su alcuni fattori e dato alcune curiosità di complemento sugli assassini.

In conclusione, trama ben congeniata ma con poche relazioni con il mondo di ambientazione, piacevoli novità di missione e di combattimento ed il fascino di Ezio Auditore a 50 anni ha tutto un suo perché.
Di contro è troppo troppo facile, il fatto di poter conquistare la città dopo sole 5 ore di gioco annienta ancora di più qualunque difficoltà, e la limitazione a praticamente una sola location lo penalizza un po'.
Nel complesso comunque un buon gioco, se la serie vi piace è da giocare semplicemente per proseguire nella storia, spero in veri e reali cambiamenti in Assassin's Creed 3 (di cui allego trailer).


lunedì 26 marzo 2012

Oktagon!

Sabato sera mi sono recato a vedere quel grande spettacolo di massa che è l'Oktagon. Una serie di scontri di diverse arti marziali trasmesso in diretta a livello internazionale, culminante in una sfida particolare, tra due campioni della categoria: Giorgio Petrosyan vs Artur Kyshenko
Per l'elenco degli incontri vi rimando al sito ufficiale dell'iniziativa.
Dopo l'ennesimo viaggio della speranza per raggiungere il forum di Assago, rimango deluso dalla nuova organizzazione. Non relativa all'incontro ma riguardo al forum in sé. Due anni fa il reparto catering era totalmente in mano agli sgabbiotti dei paninari zozzi, che potevano rapinarti tranquillamente facendo tutti gli stessi prezzi e fornendoti il classico panino ciccione con salamella unta. Quest'anno mi sono ritrovato davanti i fast food della catena autogrill, che ti rapinano ancor più tranquillamente e legalmente non dandoti nemmeno la soddisfazione della salamella unta.
Fatto sta che dopo 2 ore avevo ancora fame.

Dopo questa misera cena entriamo al forum, decisamente ed enormemente più pieno rispetto a due anni fa! Quest'anno l'iniziativa ha riscosso un grande successo, ed indirettamente questo mi ha fatto molto piacere: più persone abbandonano gli sport falsi ed inutili per abbracciare le arti marziali da combattimento e meglio è.

Entriamo ad incontri già iniziati, nonostante l'orario di inizio ufficiale fossero le 20.00 ed eravamo in anticipo di un quarto d'ora: già dai primi combattimenti è evidente che il livello degli atleti è molto alto. Per partecipare all'Oktagon bisogna superare una serie di selezioni e qualificazioni non indifferenti, tuttavia alle volte alcuni incontri rimangono abbastanza tristi.
Non in questo caso, i combattenti sono equilibrati, capaci e non esibizionisti, si riesce quasi a sentire la concentrazione e la volontà di vincere arrivare dal ring.

Il primo match che vedo dall'inizio è quello delle donne, un concentrato di furia e muscoli in grado di far impallidire un africano. Fa sempre un certo effetto vedere le donne combattere, mettono una cattiveria assurda in ogni colpo, ma alla fine si abbracciano come fossero amiche da una vita.

Dopo è stato il turno della thai boxe, tutto bene a parte una certa mia avversione per l'arte in sé e soprattutto per la maledetta summa di clacson e flauti thailandesi che riproducevano di sottofondo durante ogni maledetto incontro. Non so come abbiano fatto gli atleti a non perdere completamente la testa per quel macello.

Dopo una pausa si è passati nella parte più importante della sera, in diretta internazionale su 52 paesi, 88 asteroidi, 3 pianeti ed un singolo telespettatore nella galassia più vicina.
I combattimenti principali della serata non hanno deluso, a parte  Turco contro Mustafa che è stato un incontro un po' ingessato, e Franchi che è crollato come una pera dopo nemmeno la metà del primo round dopo aver tirato forse 2/3 pugni; veramente un incontro deludente il suo.
Davide Mosca
Incontro degno di nota tra Davide Mosca e Yoann Kongolo, Mosca ha lottato come un leone, ma la stazza ed i calci devastanti dell'avversario lo hanno inchiodato in difesa. Dopo due round sembrava non riuscire a muovere più le gambe e Kongolo lo ha inchiodato al suolo. Moschino è arrivato comunque alla fine dei 3 round, di sola e semplice forza di volontà, in ogni caso una bella prova.
Menzione speciale per i Moschino supporters di Seregno, il solito branco di casinari!

Ed ultima la battaglia finale, Petrosyan contro Kyshenko! Entrambi atleti con un numero impressionante di record e vittorie, tecnici fino all'estremo e molto determinati a vincere. Il soprannome di Petrosyan è The Doctor (sì, come Vale Rossi), per il semplice motivo che mena pugni con precisione chirurgica, ed anche quando schiva i colpi dell'avversario si sposta solo il necessario per aggirare il pugno, non un cm di più, in modo da essere subito di nuovo pronto in posizione per colpire.
Un bellissimo match, che ha visto una bella sfida nel primo round, Kyshenko subire tantissimo al secondo, ma anche una certa difficoltà di Petrosyan al terzo; tuttavia la vittoria è andata all'Italiano di origine Armena, meritatissima direi.
Giorgio Petrosyan
Un grande spettacolo in fondo.. A chi interessa nella notte tra martedì  27 e mercoledì 28 su Italia1 da circa mezzanotte alle 2.30 dovrebbero trasmettere tutto lo show.

Credo che non me lo farò mancare l'anno prossimo!

mercoledì 14 marzo 2012

Vichinghi pazzi in cucina!

Questo periodo poco si presta a complesse dissertazioni accademiche. Fuori splende il sole (anche se dal sotterraneo dove mi trovo non si direbbe), le temperature si alzano, stamattina ho visto il primo ciliegio in fiore, e soprattutto non trovo spunti di conversazione adatti.
Online si parla fondamentalmente di tre cose, iPad3 (ed anche sticazzi), riforma del lavoro e visite varie di Miss Mario Monti (e qui è già stato detto tutto e niente), e dei miei baffi. Ma di questi ultimi non voglio parlare.

Stavo già quindi pensando che era un pezzo che non scrivevo sul blog, e non sapevo bene di cosa parlare, quand'ecco un segno del possente Odino manifestarmisi davanti!

Nel giro di 10 minuti mi sono capitati una serie di video dello stesso soggetto completamente pazzo da tre fonti diverse.
Chi sono io per andare contro la volontà divina? Non posso fare altro che ergermi a profeta del nord e diffondere il verbo e la magia.


Mayonnaise.. It's good for you!!!

lunedì 12 marzo 2012

Burzum no more!

Giusto per essere sicuri di raggiungere il maggior numero di persone possibili, tutti i diretti interessati, i non interessati, i "Meh", ed anche gli alieni che ci osservano dallo spazio profondo..

Ecco a voi i video completi de "Il grande taglio di BURZUM!"


PS: ieri sera ho visto anche il film di Tekken. Ecco, è meno merda del previsto, tuttavia rimane una merda.. Perché quando fanno film del genere buttano tutto sul plasticoso e sul pressapochismo?
I capelli di Heiachi meritano una menzione particolare!


venerdì 2 marzo 2012

Una nazione di esperti

Succede ogni maledetta volta, ogni volta che un qualunque argomento raggiunge le prime pagine dei giornali gli Italiani si dividono nei due grandi schieramenti, dei pro e dei contro.
E fin qui nulla di male.
Il male è quando ogni singolo elemento di questi due schieramenti, dall'ingegnere aerospaziale al ragazzetto tamarro di 2° media, devono dire la loro.
E anche qui nulla di sbagliato, giusto? Ognuno ha il diritto di dire la sua, giusto?
Forse.
Diciamo che se la grande questione di caratura nazionale è la farfalla di Belen Rodriguez allora sì, ognuno può dire la sua, anche se sono un potente fautore della massima "Meglio tacere e passare per scemi che aprir bocca e confermarlo".

Quando si parla di scienza, tecnica, costruzioni, fisica, o in generale ogni argomento che pretende, impone, una conoscenza specifica e l'utilizzo di terminologia e dati certi, ecco in quel caso no.
NON HAI IL DIRITTO DI DIRE LA TUA!

Perchè? Per il semplice motivo che il 99% dei commenti, delle prese di posizione, delle risposte che vengono fornite si basano su dati completamente inventati, oppure non verificati, di origine incerta, con unità di misura prese a caso e non coerenti l'uno con l'altro.
Diciamo anche la verità, di solito non è che un ragazzino si sveglia al mattino e decide di buttare giù dei numeri amminchia per fare il figo su Facebook, anche se a volte è proprio così: inventano dei numeri ad hoc per avallare le loro tesi. Nella grande maggioranza dei casi questi numeri provengono da sedicenti "esperti", ovviamente chiamati in causa e aderenti in modo organico al movimento NO-qualcosa o al movimento SI-qualcosa.
Quindi volessimo costruire una torre alta fino alla Luna, avremo fior di esperti che diranno "Si, può, fare! E costerà quanto un pieno di benzina di una Smart!", ed altri fior di titolati che diranno "E' impossibile, non c'è la tecnologia, costerebbe come il prodotto interno lordo dell'UE moltiplicato per la distanza Terra-Sole in millimetri". Entrambi gli schieramenti possono imbottire il pubblico di numeri per dimostrare la loro tesi.

Ecco, di solito mentono. Entrambi mentono. Sì può almeno sperare che per inventare quei dati siano partiti da qualcosa di concreto ma non ne sarei così sicuro.

A partire da questi "esperti", appunto, poi inizia il tam tam di chi vuole darsi un tono online, o con gli amici, che prendono questi dati per avvalorare nemmeno la tesi dell'esperto, ma la propria.
E spesso si perdono pure qualche dato nel mezzo.
Facciamo un esempio, fatto di frasi a caso e numeri a caso.
Non è possibile costruire una torre alta fino alla Luna perché non esistono materiali in grado di resistere alle forti correnti d'aria in alta quota.
Infatti se costruissimo in alluminio il suo punto di rottura sarebbe una forza applicata di 500N/m2 mentre i venti riescono a generare una forza di 1200N/m2.

Questa è la tesi dell'esperto. Come passa all'utente FB, o comunque al cretino in oggetto.
Non possiamo costruire una torre fino alla luna perché l'alluminio si scioglie a contatto con l'aria.
Infatti può resistere ad una temperatura di 500°, ma in alta quota il sole scalda fino a 1200° e quindi crolla tutto.

Bé, è un po' un'estremizzazione del processo, ma il principio è proprio quello. Un po' come il gioco infantile il telefono senza fili, dove tutti ci si sedeva uno accanto all'altro ed un capo della fila diceva una frase che doveva passare di orecchio in orecchio fino all'altra estremità. Se la frase era "Che bella la lavatrice" alla fine saltava fuori "Tua sorella è una meretrice".

Quindi invece che ammorbare ogni social network, forum, sezione commenti degli articoli, trasmissione televisiva, community, bar e chi più ne ha più ne metta con numeri inventati di sana pianta, stravolti, mixati, per avvalorare una tesi che vi siete costruiti da soli partendo da ipotesi inventate ed ideologiche, studiate. Ma studiate tanto!
Ma non i numeri e gli esperti! No cazzo! Studiate la materia, studiate fisica, studiate roba che ABBIA I COGLIONI e non scienze politiche o scienze sociali!
Allora forse, e dico forse perché anche io avrei bisogno dei bei ripassi per capire come si deve certe dinamiche, forse potrete iniziare a capire qualcosa del mondo che vi circonda, e allora, solo allora, potrete parlare.
Ed in quel momento vi renderete conto che le vostre parole vengono travisate, i vostri numeri stuprati, le vostre idee cannibalizzate da bestie ignoranti come eravate. 

E vi passerà la voglia di spiegare a chi non vuole capire.