mercoledì 11 dicembre 2013

Boemia, la delicata essenza dell'Impero!

Da qualche tempo ho iniziato a drogarmi pesantemente giocando ad Europa Universalis 4 della Paradox. 

La categoria del gioco è definita grand strategy, ci si occupa delle sorti di uno stato durante i secoli curandone moltissimi aspetti, dalla forma di governo all'espansione militare passando per diplomazia, commercio, infrastrutture, etc. 

A differenza di giochi come Civilization, i giochi sviluppati da Paradox sono ambientanti in un preciso contesto storico nel nostro mondo, e spingono l'utente a prendere in mano le sorti di una nazione e di confrontarsi con eventi realmente avvenuti (ed altri milioni di eventi casuali).

Ebbene EU IV prende un periodo dal 1444 fino al 1800 e dopo attenta considerazione ho deciso di iniziare la mia sfida con la Boemia.
Storicamente il Principato di Boemia e Moravia parte dall'attuale Repubblica Ceca e ha avuto fasi alterne prima di essere assorbito man mano da diversi stati egemoni nella zona.

Ho volutamente evitato di prendere i grandi stati dell'epoca, come Austria o Spagna: da un lato è una scelta penalizzante per una prima partita perché uno stato minore è più in balia degli eventi, ma dall'altro lato uno stato maggiore attira ire e conflitti con tutta una pluralità di nazioni che può rendere difficoltosa la vita.

La Boemia sotto la mia guida (demenziale alle volte, direi) ha prosperato, conquistando Pomerania, Brandeburgo, Magdeburgo, Holstein, Frisia, Lega Anseatica e altri principati minori e territori del Sacro Romano Impero.
Stabile alleata dell'Impero Austro Ungarico e della Spagna, è rimasta in controllo della Curia Papale per decine di anni e da circa 30 anni i suoi regnanti sono scelti come Imperatore dai grandi elettori.
Lentamente ma inesorabilmente sta sottomettendo territori germanici per conquistare l'egemonia nel centro Europa, storica rivale di Baviera e Danimarca.

Negli ultimi anni ha iniziato una limitata avventura coloniale in Costa d'Avorio in Africa, con un discreto successo.

Inutile dirlo, mi sta dando soddifazioni!
Così tante soddisfazioni che ogni volta che inizio a giocare la sera al grido di "solo una mezzoretta!" finisce che sto lì attaccato 3 ore e finisco a letto tardissimo.
Soprattutto non ho più l'età per queste cose, non voglio pensare a quando inizierò con Crusader Kings II!


venerdì 29 novembre 2013

Università e diritto allo studio

Colgo al balzo una notizia letta stamattina, secondo la quale dopo una serie di controlli della Guardia di Finanza alle autocertificazioni dei redditi degli studenti a diverse università romane sono emerse diverse irregolarità alcune decisamente volontarie. "Indigenti" e studenti in fascia minima che andavano a lezione in Ferrari ed altre amenità del genere.

La punizione? La sospensione di borse di studio e altre agevolazioni, una multa e, se lo statuto universitario lo prevede, la denuncia presso l'autorità giudiziaria.

E da qui comincio.
A parte la punizione che è ridicola, come più o meno tutto quanto in questo agglomerato tribale che è l'Italia di oggi, io credo che quegli studenti trovati colpevoli di falso volontario (con apposito processo per stabilirlo) andrebbero semplicemente espulsi dall'università, e dovrebbe venire loro interdetto l'accesso ad altre università italiane per un buon 5 anni.

In questo modo quegli stronzi che volevano risparmiare dei soldi che potevano permettersi di spendere per occupare posto, borse di studio, sussidi etc, di qualche povero bastardo che invece NON si poteva permettere, si fanno 5 anni a non fare un cazzo di niente, a farsi strada nel mondo del lavoro senza nemmeno il pezzo di carta che oggi serve pure a scaricare i bancali ai mercati generali.

Oh sì, poi magari andranno a lavorare in azienda dal papi. O metteranno su un'attività commerciale e poi si daranno aria da imprenditori. O andranno a studiare all'estero (almeno forse imparano una lingua..).

Sinceramente di cosa faranno questi stronzi non mi frega niente. Quello che è importante è 
a) colpire duro 
b) lasciare spazio e risorse ad altri

Il discorso è semplicistico? Sicuramente. Ci sono mille casi particolari di cui discutere? No. I casi particolari non esistono. Esistono le regole e chi le infrange, a suo rischio e pericolo.
Il resto sono puttanate da avvocati.

lunedì 18 novembre 2013

Regicidi e furti in grande stile.

Quando insieme ad un gruppo di sciroccati decidi di assaltare il palazzo del re di Dubai (Emiro, BTW), lo fai fuori, ti siedi sul suo trono e concedi udienza ai sudditi, anche con una certa perizia nel sistemare affari di stato devo ammettere, ti rendi facilmente contro che sei in un sogno.
E allora è in quel momento che inizia il divertimento!

Perché poi si decide arrogantemente di rubare un carro armato M1 e scappare dall'Emirato inseguiti da pazzoidi urlanti in groppa a cammelli.
E allora via, coi cingoli che stridono sulla sabbia, passando attraverso muri, abbattendo minareti e interi villaggi semplicemente passandoci sopra (ma non fatevi notare eh) fino ad arrivare ad un bel traghetto dovrebbe portarci in Inghilterra.

Certo ci tocca corrompere il comandante per fargli chiudere un occhio sul fatto che portiamo 60 tonnellate di carro armato sulla sua nave inseguiti da mezzo mondo.
Quello gli occhi li chiude.
Ma noi gli spariamo lo stesso una volta in acque internazionali.
Perché, Diavolo, sì!

Poi la maledetta sveglia mi riporta qui. Che merda.

martedì 5 novembre 2013

Malavita, Cani Sciolti e Piccoli Fratelli

Ecco, con un titolo così uno si aspetta chissà cosa. Magari uno di quei post deliranti che ogni tanto partorisco, nati da un sogno violentissimo concepito con uno stupro da parte di un elefante imbizzarrito.

E invece no.
Sono solo recensioni.

Malavita, cose nostre

Ultimo film di Bob De Niro, racconta la storia di una famiglia di un mafioso americano nel programma di protezione testimoni dopo aver spifferato tutti i peccatucci dei compari al governo federale. Famiglia alquanto problematica visto che in ogni nuovo posto, ad ogni nuova identità, va a finire che piantano su un casino allucinante. A partire dalla mogli (Michelle Pfeiffer) che decide di far esplodere un supermercato a causa di alcuni commenti "antiamericani" del cassiere, passando dal figlio che mette su un racket di estorsioni a scuola, alla figlia che vuole rimorchiare il prof di matematica e scoraggia le avances dei suoi coetanei a colpi di racchette da tennis sfondate in testa, per poi arrivare a lui, the BigBoss, con evidenti problemi di controllo della rabbia, che manda all'ospedale l'idraulico e fa esplodere una centrale chimica perché l'acqua nei rubinetti è marrone. Questo branco di pazzi è guardato dall'agente di custodia Tommy Lee Jones, alquanto esaurito pure lui, e chissà come mai.

In ogni caso, il film è una commedia abbastanza ben riuscita: non vengono i crampi dal ridere ma strappa bei sorrisi e qualche risata. La recitazione pare adeguata, sono bravi attori, però il film non mi ha convinto fino in fondo; sembra che non sappia nemmeno lui in che genere collocarsi. Per la commedia classica fa "troppo poco ridere", ma non è un film d'azione, non è simili drammatico, non è biografico, non si sa bene che cosa sia.

In generale non è un film imperdibile, però se vi capiterà di vederlo non avrete buttato via due ore su.

Cani sciolti

E proseguiamo con i film. Ieri ho visto Cani sciolti, con Mark Wahlberg e Denzel Washington. Racconta la storia di due agenti sotto copertura, uno della DEA ed uno dei servizi segreti della US Navy, ognuno all'oscuro dell'altro che lavorano insieme come criminali. Decidono di rapinare una banca in cui sono depositati i soldi di un trafficante di droga, in modo da poterlo incriminare come evasore fiscale e racket.
Peccato che la banca sia piena di fondi neri della CIA. Qualche loro superiore aveva deciso di farli fuori e rubarsi 40 e passa milioni di dollares che la CIA estorceva ai trafficanti di droga.
E qui parte un bel casino a base di sospetti, battute, sparatorie e quant'altro.

Allora l'idea è carina, lo sbirro sotto copertura che viene fregato dai superiori è un classico, ma averne due in contemporanea è un discreto plus. Peccato però che la parte centrale del film sia un po' troppo lenta: si mostra con dovizia di dettagli quanto loro siano senza speranza, senza amici, decisamente fottuti, però ci mettono un'ora a mostrarlo. Ecco, grazie, l'avevo intuito dopo 10 minuti eh.
Mark Wahberg mi spacca. Il suo personaggio è il cazzone dei due, sempre in ballo a fare domande a caso, battute, rimorchiare e simili. Anche il personaggio di Washington è ben fatto, ma rimane quello serio, ed una spanna meno del suo compare.
Alla fine sparatoria sborona all'americana, veloce e non troppo idiota (anche se abbastanza idiota, ovviamente).

Anche qui, film carino. Non merita il prezzo del biglietto solo perché il biglietto costa una fucilata, ma se capita di vederlo non è male.

Little Brother

Di ben altro peso è invece il libro Little Brother di Cory Doctorow. Il libro è sotto licenza Creative Commons ed è liberamente scaricabile online, e racconta di una San Francisco blindata e costantemente osservata dal Department of Homeland Security a seguito di un attentato terroristico.
Il protagonista è Marcus, un ragazzo di 17 anni che si trova nel proverbiale posto sbagliato al momento sbagliato. Viene sequestrato insieme ai suoi amici, interrogato e sottoposto a violenza psicologica dagli sgherri del DHS, con il solo scopo di fargli cedere le sue password per il cellulare e la posta elettronica. Liberato inizia a vivere una doppia vita come M1ck3y, contribuisce a mettere in piedi una rete di dati criptati alternativa ad Internet in cui è possibile navigare in relativa sicurezza e diventa anche involontariamente il capo di un movimento di opposizione e resistenza al DHS, il tutto per riacquisire quelle libertà e quella privacy che la sicurezza nazionale sta strappando via alla popolazione facendo leva sulla paura del terrorismo.
I tentativi di Marcus e compagnia per contrastare il DHS porta ad un inasprimento delle pene ed ad un generale degenero che raggiunge il climax finale.

Il libro è molto bello, non molto lungo e piacevole da leggere; le tecniche per sfuggire alla sorveglianza elettronica e per criptare i dati non sono fantascienza, sono conoscenze accessibili a tutti quanti con un minimo sbattimento e abbastanza realistiche e realizzabili, ma soprattutto mostra i punti deboli dei metodi di indagine e sorveglianza elettronica di massa che anche oggi vanno per la maggiore (vedi alla voce NSA).

L'unica pecca a mio avviso può essere proprio il finale; è un po' troppo veloce e semplicistico, il tutto si smonta come un castello di carte in modo troppo facile.

In ogni caso è un libro consigliatissimo. Potete scaricarlo qui.

venerdì 25 ottobre 2013

Orfani

Stimolato da un paio di recensioni positive da fonti ben differenti e dal numero zero disponibile gratuitamente online, mi sono deciso a procacciarmi questo nuovo albo edito da Bonelli.

Io e Bonelli abbiamo un rapporto un po' travagliato: ogni mese leggo da mio padre Tex, la sua più celebre creatura, ma non sono mai riuscito a farmelo piacere del tutto. Troppo spaccone, troppo John Wayne (non a caso), storie sempre uguali, cappelli bucati al posto delle teste, scazzottate oneste per far parlare i criminali, bistecche e patatine, etc. Insomma Tex è un passatempo neutro, stereotipato, ma non lo comprerei mai.
Per un periodo ho apprezzato Dylan Dog, il rincoglionito dell'incubo. Di questo ne avevo una discreta collezione recuperata da un amico di mia sorella: anche più di Tex, gratis ni, comprarlo manco per le palle.
Invece ho personalmente acquistato più di una volta qualche speciale Nathan Never, che almeno riusciva ad appassionarmi. L'ambientazione futuristica, cloni, robot, ai, astronavi e colonie spaziali, agenzie segrete e complotti, era tutto molto più nel mio stile.
Tuttavia non sono mai diventato un lettore abituale. Andando a Milano alle volte finivo un libro e non avevo il sostituto per il viaggio di ritorno e allora mi fermavo a comprare una raccolta con una storia autoconclusiva. Morta lì.
Dampyr mi faceva ridere e recentemente ho provato a leggere il primo numero del fantasy Dragonero, pubblicizzato come "il primo fantasy di Bonelli", tipo con 30 di ritardo eh.
Ecco, ho pensato subito che fosse Tex Willer con la spada, e vaffanculo.
Quindi quando ho sentito parlare di Orfani la prima volta mi aspettavo una cazzata immane; dopo 3 recensioni positive però, ho deciso di dargli una possibilità.
La premessa non è originale ma è interessante: attacco alieno nuclearizza mezzo mondo, gli orfani di questo attacco vengono recuperati e addestrati crudelmente a diventare dei supersoldati. E quindi BAM, vendetta!
L'albo è tutto a colori, non il patinato brillante dei fumetti americani ma un filtro un po' spento, un po' triste; non so se sia voluto ma l'effetto non è dei migliori. Anche il disegno in alcune scene mi sembra troppo statico, l'aggiunta del colore riempie di dettagli ma bisogna anche saperli gestire.
Ma basta pseudo tecnicismi da esperto del cazzo che non sono, parliamo di quello che ho pensato dopo averlo letto.
Mi sembra tanto un vorrei ma non posso. La premessa si presta tantissimo ad un fumetto brutale, cupo, violento e macabro. Diciamo almeno il 20% di Berserk, basterebbe. Ma ciò nonostante ci sono alcune scelte che mi fanno pensare che questo non avverrà. Si parla di morte e violenza, ma non se ne vede molta, i cadaveri alieni diventano polvere e cristallo, i cadaveri umani non rimangono sullo sfondo, muiono e poi si cambia inquadratura, si parla di bambini morti ma non si vede nulla ed anche il massacro di mezzo mondo è liquidato in due pagine e lascia subito il passo a palazzi distrutti e qualche maceria, poco più.
Ora a me il macabro piace, non a prescindere, ma in una guerra devo vedere il sangue, altrimenti non è vera! Altrimenti è un film di azione di serie B anni 80: nemico colpito, aaaaah, si accascia morto sul colpo. Ehm no grazie.
Poi di sti famosi orfani se ne vedono 5, due pazzoidi che si buttano in mezzo al nemico sparando, un cecchino, una con una tuta mimetica invisibile che penso si scarichi in 10 minuti ed un pilota con squadriglia annessa.

Hanno anche un discreto carisma, sembrano una bella squadra ma.. in questo primo numero non c'è una missione di infiltrazioni, o tipo commando guastatore, vorrebbe essere una bella e seria battaglia campale terrestre. E 5 stronzi che agiscono a caso, da soli, senza un obiettivo concreto se non "uccidere" non sono un buon esempio di squadra über addestrata.
Detto questo mi rendo conto che metà delle cose che ho scritto si basano sul primo numero, che di solito tenta la sboronata per presentare personaggi e nemico quindi chissà. Prenderò altri numeri e vedrò come procede.
Di sicuro la regola numero 1 (che poi a me sembra più un motto che una regola, ma tant'è) "Noi non facciamo arte, facciamo cadaveri!" comunque spacca. Mica puttanate su istagram, bombe a mano!
Il secondo numero uscirà tra una 20ina di giorni e saprò dirvi qualcosa di più definito.

lunedì 21 ottobre 2013

Frühling in Paris

Come è facilissimo intuire dal titolo (^_^) questo weekend ho deciso di mettermi a riguardare un po' Spring Framework.
L'ho usato in ufficio per anni, a partire dalle configurazioni pesantemente in XML fino a passare alle annotation, ma mi sono reso conto di essere sempre stato molto carente nella fase di setup progetto: una volta inizializzato tutto un bel sistema con service, controller, nani e ballerine poi si va a cannone, ma alla richiesta "bon, mettiamo su una webapp" gli ingranaggi della memoria iniziano a cigolare pericolosamente.

Quindi via, bisogna anche aggiornarsi un minimo e ripassare, farcire tutto con una dose abbondante di bestemmie quando ci si rende conto che Spring 3 non lo si ricorda poi così bene, raddoppiare la dose di bestemmie quando si trovano tutorial fatti col culo che tocca correggere on the fly durante l'esecuzione ed infine triplicare la dose di bestemmie quando si buttano via 8 ore durante il weekend per non completare nemmeno il 50% dell'obiettivo previsto.

Davvero è una merda essere Scozzesi.

martedì 8 ottobre 2013

Il computer e lo schianto

Ieri sera sono finalmente andato a vedere "Rush" di Ron Howard, il film su Niki Lauda e James Hunt.

Sono stato bombardato dai trailer da mesi ed ogni volta che ne vedevo uno aumentava l'aspettativa: solitamente questa NON è una buona cosa perché mi fa arrivare al giorno X carico come una bomba per poi venire deluso da un film non all'altezza del mio smisurato senso dello spettacolo.
Ci siamo andati vicini anche questa volta, ma andiamo con ordine.



SPOILER ALERT! La vicenda è nota, quindi me ne sbatto degli spoiler

Il film apre con l'introduzione di James Hunt, pilota inglese, bello, sciupafemmine, festaiolo, Dio del Tuono (no, qui no), che corre in Formula 3 con l'obiettivo Formula 1, ed intanto si scopa gente a caso e beve come un cammello.
E poi Niki Lauda, pilota austriaco, piccolo e bruttino, stronzo, asociale, corre in Formula 3 con l'obiettivo Formula 1, ed intanto.. Niente, intanto si sbatte, corre, studia le macchine etc etc.

Insomma, la favola della cicala e la formica.

Il film mostra entrambi arrivare in Formula 1, magari con metodi non proprio ortodossi, marcando particolarmente sulle differenze di carattere dei due, spaziando sulla vita extra corse, sui matrimoni, sugli amori e le feste, sul rapporto con le persone e sulla condotta professionale.

Ecco questa parte del film a parer mio non è ben raccontata. Il continuo cambio di scena tra i due protagonisti, ed il salto dentro/fuori il mondo delle corse spezzano la narrazione, rendendo il ritmo meno organico e godibile.
Inoltre fino a questo momento la rivalità tra i due è raccontata, mostrata, ma il film manca un po' di tensione, rimane un po' piatto.

Ma nel secondo tempo si scatena l'inferno ed il film entra nel vivo. Dopo il preambolo di Hunt alla McLaren e dei suoi problemi con la macchina, si arriva alla drammatica corsa del Nurburgring, dove con una pista in condizioni pietose Lauda rimane vittima di un devastante incidente che lo lascerà mezzo morto carbonizzato in ospedale.
Qui dopo una serie di dolorosissime sequenze di trattamenti intensivi e 40 giorni di terrore e raccapriccio Lauda torna in pista per impedire ad Hunt di fregargli il primo posto in campionato.

Dall'incidente la narrazione diventa più concitata e appassionante, la prima corsa di Lauda dopo l'incidente mi ha inchiodato al sedile, dicendo tra me e me "Dai cazzo, schiaccia, vai, prendilo quel biondo del cazzo", e l'ultima corsa tiene col fiato sospeso fino all'ultimo anche chi sa già come va a finire.

I veri Niki Lauda e James Hunt
In conclusione un bel film, degno della mia enorme aspettativa; bisogna solo resistere un po' il primo tempo, ma la seconda parte è pura passione.
Questo film è riuscito addirittura ad accendere un (effimero) interesse per le auto e le corse automobilistiche in me, di solito me ne sbatto totalmente.

VOTO 8!

PS: Il Gran Premio di Monza è proprio caratteristico. In ogni sequenza c'era gente appesa di straforo a cartelli, alberi, con le scale sulle recinzioni e altre baruffate simili per vedere la corsa; insomma, un po' la mia infanzia ^_^

lunedì 7 ottobre 2013

Il terzo mongolo

Stamattina ho dato un occhio al Cittadino di Monza e Brianza online.
Tristezza.
Notizie imbarazzanti e toni da catastrofe dalla Brianza.

Partiamo dalla notizia di un potenziamento della linea merci Milano - Como - Chiasso prevista nei prossimi anni. Nell'articolo si parla di 220/250 convogli al giorno su quella tratta ed io ho pensato:
"Wow, è un bel numero, vuoi vedere che si riuscirebbe forse a ridurre un po' il trasporto su gomma e ad alleggerire il traffico in Lombardia?"
Stupido idiota che non sei altro, povero folle.
Non capisci che "La minaccia è seria e reale quando parla della riqualificazione della ferrovia..." (minaccia? che minaccia?), che i pendolari e chi ha comprato casa appiccicata ai binari del treno verranno sterminati?
A parte che non mi è chiaro perché i pendolari dovrebbero venire danneggiati da un potenziamento della linea ferroviaria, il resto dell'articolo prosegue sempre lasciando strisciante la paura e le obiezioni di chi teme qualunque cambiamento infrastrutturale, un po' come chi aveva comprato casa attaccata a Malpensa salvo poi lamentarsi per il rumore degli aerei.
E quindi via, non cambiare mai nulla di nulla, perché va bene così. L'unica cosa che non cambia mai è la morte.

Poi c'è un bell'articolo sul nuovo sensore semaforico di infrazione del semaforo rosso ad Arcore. E anche qui giù di piccole accuse al comune di "Voler fare cassa" (ma non è che si è messo a dare le multe ai semafori verdi, ma al rosso! Cassa o non cassa sei TU che sei passato col rosso!), segnalazione su dove è stato posizionato nei giorni scorsi e "attenzione perché la legge non prevede che debba essere segnalato".
Qui riemerge quella caratteristica comune a molti di non responsabilità in piccolo per le multe. Parcheggiare in sosta vietata? Eh ma solo 10 minuti, che vuoi che sia, sono proprio stronzi, hanno bisogno di soldi etc etc etc. Autovelox che ti becca a 80km/h in zona 50? Che figli di puttana, proprio lì nascosti dalle foglie, maledetti! E via discorrendo.
Ora. Ma la colpa è loro che applicano la legge o vostra che la stavate infrangendo?

Infine c'è la notizia sulle minigonne a Paderno. Le ragazze trovate in abiti succinti durante le ore notturne in zone ricollegate alla prostituzione potranno essere multate. Legge demente e allucinante. Si va a punire il vestito di categoria X (chi lo stabilisce poi se il tal vestito è succinto o meno? C'è un numero minimo di centimetri alla lunghezza della gonna? D'estate niente shorts e magliettine con 30°?) in certe ore ed in certi luoghi, invece che andare a verificare il "reato" di prostituzione. Vedremo prostitute in pantaloni e ragazze multate a cazzo.

Molto bene.

Benvenuti in Italia, il paese del sole.

PS: se non ho capito male la Biancofiore si è dimessa insieme a un po' di gente a caso per la storia del Berlusca, gli altri hanno ritirato le dimissioni/sono state respinte e a lei no. Accettate.
Ora si lamenta.
La cosa mi fa ridere, LOL

mercoledì 2 ottobre 2013

La faccia come il culo

Prima scatta l'operazione crisi di governo perché non lo hanno salvato dai giudici, poi l'operazione fallisce perché in 23 del suo partito lo hanno fanculato e alla fine ha il coraggio di dire..

'Mettendo insieme le aspettative - ha detto il Cavaliere - e il fatto che l'Italia ha bisogno di un governo che produca riforme istituzionali e strutturali abbiamo deciso non senza interno travaglio per il voto di fiducia'.

Dopo tutto sto casino neanche la dignità di andare fino in fondo come si deve, cento passi indietro e con addirittura la faccia di merda di farla passare come una decisione per il bene dell'Italia.

Fa ridere? Fa piangere? Fa male? Ormai non lo so più.

Credo che il tutto faccia solo tristezza.

martedì 17 settembre 2013

Simply.. RIDDICK!

Ieri sera ho visto l'ultimo film di Vin Diesel su Riddick.


Ho amato tantissimo il primo Pitch Black, era un gran bel film di fantascienza ed introduceva un personaggio, Riddick appunto, che era l'incarnazione dello stronzo spaziale. E mi piaceva.

Qualche anno dopo è uscito The Chronicle of Riddick, un film molto più tamarro ma di un livello decisamente inferiore al primo. Tutto sommato mi piaceva, c'era la razza di conquistatori spaziali, le armature, le astronavi con l'aspetto cattivo che spazzavano via i pianeti, e poi Riddick è sempre un bel personaggio.

Quindi con una certa aspettativa sono andato a vedere il terzo film della serie, chiamato semplicemente Riddick.
Cercherò di non spoilerare troppo, ma alla fine non è che ci sia molto da spoilerare.

Il film apre con Riddick mezzo morto su un bel pianeta sconosciuto, mezzo desertico (tanto per cambiare) e lasciato per morto.
Tutta la prima ora del film è abbastanza lenta, lui si ripiglia in tempo zero dalle ferite e da la colpa delle botte che a preso al fatto che si è "civilizzato", quindi ritorna allo stato selvaggio e sopravvive combattendo in mezzo a fauna e natura crudele.


Nella seconda parte del film ci ritroviamo con l'incombente cataclisma planetario causato da mostri mordaci in quantità apocalittiche (come in Pitch Black) e quindi Riddick attiva un radiofaro d'emergenza dei Merc, cacciatori di taglie, che arrivano in 2 squadre per prenderlo.

Qui uno si aspetterebbe di entrare in una fase più rapida, più violenta e incalzante della narrazione. Invece no.
Dopo qualche morto dopo la prima notte di arrivo di questi poveri stronzo il tutto ralleeeeeeeeeeeeeeeenta ancor di più, mentre si scoprono motivi personali e caratteri di personaggi fondamentalmente inutili.

Alla fine Riddick avvisa dell'arrivo del cataclisma, ma senza spiegare un cazzo eh, continuiamo a parlare per enigmi così col cazzo che frega niente a nessuno di quello che dico, e la fine comprende la collaborazione tra il super criminale ed i cacciatori di taglie per scappare dal pianeta in piena invasione di mostri.

Allora, fin qui la storia. Non c'è niente di enormemente sbagliato nel film, semplicemente è troppo lento! Si poteva facilmente tagliare una mezzora di film per renderlo più godibile, soprattutto sulla seconda parte a mio parere.
In generale il tutto rimane moscio. Le battute di Riddick ed il suo gioco al gatto e al topo con i Merc sono ridotte al minimo, non ci sono scene memorabili come "Ti ammazzo con la tazza del tea!" che si vedono nel secondo film, alcuni personaggi sono caratterizzati ma all'atto finale semplicemente inutili, come il ragazzino del seminario, ed in generale il livello di tensione rimane basso.

Cose positive del film:
- Riddick è sempre figo da sentire, è pazzo, è bestia, fa ridere
- Si rivede Katee Sackhoff nell'ambito Sci-fi, e spacca pure
- L'ambientazione è bella e interessante, flora e fauna particolari, anche se limitati

Mi manca Kara Thrace..
Cose negative del film:
- L'intreccio della trama è praticamente uguale a Pitch Black, ma fatto peggio
- Lento come la morte di vegano
- Praticamente Riddick ammazza solo 4 persone, troppo poche
- Il tizio che vuoi vedere morto, muore da stronzo, e va bene, ma non da molta soddisfazione
- In diversi punti la frase "Seh, vabbè, super cazzata" ha sfondato il mio filtro trash

In definitiva, facevo meglio ad andare a vedere RED2.

Se volete vedere un bel film su Riddick riguardate Pitch Black, molto più bello e particolare.