giovedì 21 giugno 2012

The Blues Brothers

Ieri sera mi sono recato all'UCI Cinema qui nella mia zona; il cinema fa abbastanza schifo, come multisala è piuttosto vecchio, i seggiolini sono troppo attaccati allo schermo ed anche come qualità audio/video non è gran che. Di buono ha la catena "Old Wild West" nel palazzo, così ho potuto mangiare come un cesso prima dello spettacolo.
Ma non divaghiamo. Sono andato in quel cinema per un semplice motivo, solo ieri (o oggi in altre sale della catena UCI Cinemas, credo) hanno proiettato di nuovo "The Blues Brothers" in versione ridigitalizzata. Non so esattamente cosa diavolo abbiano fatto alla pellicola originale, credo niente di particolare perché non ho notato grandi differenze, ma non importa.


Sempre un grande film, in ogni caso, con della musica bellissima e Jake ed Elwood assolutamente scatenati.

La cosa che più mi ha colpito però erano gli attori! A parte qualche personaggio non c'erano ciccioni! E nemmeno un palestrato di 130kg come siamo abituati a vedere oggi. Erano, tutti, magri! Ma quando l'America ha inizato a trasformarsi in una grossa palla di merda iperproteica? Forse da quando hanno smesso di fare bella musica..



E non dimenticate, siamo in missione per conto di Dio!

martedì 12 giugno 2012

Le maniche. Queste sconosciute.

In questi giorni di post campionato e prime partite di europeo ho realizzato una cosa. Piccola, semplice e probabilmente sotto gli occhi di molti, ma ora è tutto più chiaro.
La cultura da discussione da bar e da calcio/salotto che c'è in questo paese ha contagiato con le sue nefaste conseguenze ogni discorso, ogni atteggiamento della società.

Sto parlando di quelle reazioni pressoché automatiche che emergono in buona parte della popolazione davanti ad una difficoltà, ad un fallimento, ad un imprevisto. Sono una serie di tecniche altamente specializzate con gli anni che rientrano sotto la macro categoria "Scaricabarile".
Ora non è che voglio dire che è colpa del calcio se questa pratica è così diffusa, ma la prima cosa che mi è venuta in mente pensando allo scaricabarile è la frase "Colpa dell'arbitro!".

In piena crisi economica e sociale, con una società pesante dove niente cambia mai, e quando cambia è sempre uguale a se stessa, la caccia al capro espiatorio è serrata e spietata.
L'obiettivo per eccellenza è la Germania, come se fosse colpa loro di tutti i mali del mondo e dell'Italia in particolare. Come se fossero loro ad aver costretto la Grecia a spese pubbliche folli e l'Italia a decenni di pessima gestione.

Passo successivo di colpa è l'offensiva finanziaria in atto da qualche mese da oltreoceano. Senza tirare in ballo società segrete e rettiliani vari, un'offensiva finanziaria agisce secondo logiche che non conosco e anche quando mi sono spiegate a malapena capisco, ma come qualunque tipo di offensiva nella storia del mondo il successo dell'assalto dipende sia dalla forza dello stesso ma soprattutto dalla debolezza dei difensori.
In altre parole, l'offensiva è in atto ma se si viene spazzati via è colpa dei difensori.

Questo atteggiamento si nota in ogni ambito societario, in ogni settore, per ogni cosa! Si fallisce un esame? Colpa del professore bastardo. Si è in ritardo su una consegna? Colpa di tizio che era malato quando non doveva. Piove? Governo ladro (come sempre).

Ma una volta o l'altra, non è possibile organizzarsi come si deve per parare questi assalti? Della CERMANIA KATTIFA. Dei rettiliani. Delle scie chimiche. Del vicino di casa.
Di chiunque.

Studiare, non copiare il compito in classe. Costruire edifici che stiano in piedi, non risparmiare qualche centesimo sui costi di costruzione. Documentarsi e lavorare in ufficio, non delegare compiti e prendere merito cazzeggiando alla macchina del caffè. Tornare a concepire il concetto di Dovere, molto prima di quello di Diritto.

E quando ormai è tardi non piangere dando la colpa a Tizio e Caio, ma tirare su quelle maniche di camicia da manager del marketing de stocazzo e tornare a muovere il culo per rimettersi in piedi. Senza strepiti e polemiche infinite. Solo lavoro.

mercoledì 30 maggio 2012

Ma sto 2 giugno?

Leggo stamani della presa di posizione di alcuni politici e twitteranti vari contrari alla parata militare del 2 giugno.

A prescindere dal fatto che:

  1. TUTTI i politici citati in questo articolo per quel che mi riguarda potrebbero pure andare a zappare la terra per ciò che rimane della loro esistenza e farebbero meno danni.
  2. TUTTI i politici citati nell'articolo potrebbero pure muovere il culo ed attivarsi per intervenire a sostegno delle popolazione terremotate, come fa Casapound ad esempio.
  3. BUONA PARTE dei partiti di riferimento di quegli esponenti politici si erano fatti beccare con bandiere di partito spianate a far comizi davanti alle telecamere nazionali dopo le prime scosse. Quindi darsi da fare invece che fare sciacallaggio mediatico alimentando polemiche per racimolare consensi.
A prescindere da tutto questo sono francamente stanco del subdolo attacco ai militari che si consuma nell'ultimo anno (ma non solo nell'ultimo anno). A partire dalle polemiche strumentali riguardo l'acquisto dei nuovi caccia dell'autunno 2011, passando sulla presa di posizione debolissima nel caso dei Fanti di Marina detenuti in India, arrivando ora a questo voler "meglio destinare" i soldi della parata militare, che in un paese civile, essendo l'evento tra 4 giorni, sarebbero già stati stanziati e spesi visto che non è proprio una roba da due minuti da organizzare eh.
Tutto questo contribuisce a far passare un silente messaggio: "Le forze armate costano e sono inutili". 
Certo perché siamo nel terzo millennio! Ormai solo i cattivi mmmmerigani fanno la guerra, senza di loro il resto del mondo vivrebbe in pace senza alcun bisogno dei militari!
Ovvio.
Allora ignoriamo volutamente tutte le operazioni di sicurezza e pattugliamento che le forze armate compiono, le imprese sportive, lo sviluppo tecnologico, le missioni internazionali, l'intervento IN SEDE DI CALAMITA' NATURALI (eggià, loro lo fanno continuamente), o anche solo la semplice DIGNITA', parola che al giorno d'oggi forse non esiste più, che i reparti hanno o dovrebbero avere.
Oppure al contrario, bolliamo tutto e tutti come strumenti del male imperialista mmmerigano che combattono guerre imperialiste e stronze e blablabla.

E allora via, tagliamo via tutto, castriamo anche l'ultima apparenza di Dignità e Onore Italiani; certo, forse è solo apparenza, ma anch'essa può ispirare un giovane, anch'essa può dare un esempio, può mostrare come si può vivere nella vita di tutti giorni rifiutando gli altri esempi: quelli del magheggio e della furberia che i nomi dell'articolo linkato all'inizio del post mostrano in ogni loro atto.

Ma sì, cancelliamo tutto, un piccolo pezzo alla volta, convinti di star facendo qualcosa di giusto perché hey, è il terzo millennio, mica servono più certe cose. Cancelliamo tutto, e poi lamentiamoci di essere sempre e comunque una fottuta provincia sfigata di qualcosa di più grande di noi. Cancelliamo tutto e continuiamo a guardare all'Europa, alla Germania, alla Francia, agli USA e dire che sono più bravi e che certe cose da noi non si possono fare.

Tanto abbiamo sempre il calcio no? Ci sono gli europei quest'anno per mostrare un po' di patriottismo! E le Olimpiadi!
Ah no, le Olimpiadi no: sapete com'è, buona parte degli atleti arriva dalle forze armate..
PS: ci sono mille e uno modi per aiutare le vittime del terremoto. Invece che cazzeggiare su twitter magari fate un bonifico su uno dei conti correnti, o mandate il classico SMS da 2€ al numero di emergenza (45500 dovrebbe essere), o magari passate dalla sede più vicina della protezione civile e chiedete se potete aiutare ed in che modo. Se poi pensate che la solidarietà non abbia alcun colore politico.. Casapound.

martedì 22 maggio 2012

Beata solitudo

Ed in sti giorni di pioggia continua ed estate che non arriva, sento sempre più stretta la morsa degli impegni e dell'umanità intorno a me. Sui mezzi pubblici e camminando sento sulle spalle il peso degli appuntamenti, delle "cose da fare", ed attorno a me avverto la presenza di persone sconosciute che premono, spingono, chiedono ed implorano un cenno, uno sguardo, un briciolo di attenzione e di apprezzamento.
Ma chi siete?
Cosa volete?
Dovrebbe importarmi di voi? Di quello che dite, pensate, fate?
No.
E a voi non importa di me. Ed è bene così.
Io non sono nato per abbracciare la vita, per interagire e conoscere culture nuove e stimolanti. No. Penso di essere creato per i legami di sangue, per i pochi fratelli di una vita con i quali si possono affrontare mille situazioni senza stancarsi mai, per quei legami che fanno male quando vengono recisi, che sanguinano a lungo e non cicatrizzano mai del tutto.

Quindi, per cortesia, lasciatemi nel mio branco. Non premete e non agitatevi, i tentativi di entrare a spinta otterranno solo morsi e reazioni violente. 

Lasciatemi qui, forse finirò solo alla fine. Forse la dispersione ed il tempo annienteranno il gruppo. Ma va bene così, preferisco essere un vecchio orso solitario che una scimmia piena di pulci non sue.

mercoledì 16 maggio 2012

Role Playing nei giochi moderni

L'altro giorno stavo affrontando una di quelle lunghissime sessioni di dialogo all'interno di Mass Effect 3, ed all'ennesima scelta di risposta in cui mi ero fermato a valutare quale fosse la risposta più figa, mi sono reso conto di una cosa.

Buona parte di quelli che oggi sono etichettati come RPG non sono tali. Si trovano due tipo di gioco di questo tipo, a storia fissa o a storia libera. Nei giochi con storia fissa non è possibile alcun gioco di ruolo, il carattere del personaggio è già decretato dal gameplay e l'unica cosa che si può fare è andare avanti uccidendo tutto ciò che ci compare davanti. Spazio a fantasia e immedesimazione meno di zero. E se questo va benissimo per gli action game, quando si legge RPG uno si aspetta qualcosa di diverso da un action game ambientato nel medioevo. Specularmente i giochi con storia libera soffrono dell'effetto opposto. Si può fare TUTTO, durante la singola partita si può nascere come ladro, crescere come guerriero e finire come ladro. Ad ogni singolo dialogo si può rispondere come uno stronzo o come l'eroe. Ad esempio Skyrim, si può finire tutto con lo stesso personaggio, arrivando alla fine a masterare skill di spada, di forgia, di scasso e di magia. In altre parole, DIO.

Ebbene, l'altro giorno mi sono reso conto di non star giocando di ruolo. Di non aver deciso che il mio personaggio avesse un determinato carattere e determinati pensieri morali, in modo da evitare come la peste le risposte ed i comportamenti contrari al suo essere; semplicemente volta per volta cerco di trovare la risposta che più mi piace o più vantaggiosa.
Questo porta a creare un personaggio ambiguo, imprevedibile, egoista, ruffiano, falso e approfittatore. E si sta impersonando una personcina del genere.
Gran bella merda.

Quando c'è la possibilità di personalizzare il proprio comportamento si dovrebbe porre attenzione al personaggio che si sta costruendo, e qualunque direzione si scelga di fargli intraprendere di rimanere coerenti. Se fino ad un certo punto si gioca come uno spregiudicato figlio di puttana che quando non sa cosa fare minaccia qualcuno, è ridicolo iniziare a reagire come santarellini all'improvviso!

Giunto è il momento di tornare a giocare di ruolo, dove possibile.

PS: l'unica cosa costante nelle mie giocate di Mass Effect è l'odio per la giornalista impicciona e l'ammirazione per la società militare dei Turian ^_^

lunedì 7 maggio 2012

Considerazioni, lamentele, nuove battaglie e, alla fine della fiera, tutte minchiate

Stamattina una grande battaglia di alto valore civile e morale si affaccia nella mia mente. In questo periodo di crisi la speculazione può raggiungere dei limiti che vanno oltre il semplice concetto di decenza. Io sto parlando di un liquido fondamentale nella vita dell'uomo moderno, un liquido ambrato senza il quale la civiltà del terzo millennio non potrebbe reggersi su solide gambe; senza quel liquido torneremmo immediatamente ad un sordido medioevo, fatto di bruttezze e imbarbarimento.
Qual è questo liquido? Il WHISKY!

Ieri mi aggiravo per un supermercato, ben deciso a procacciarmi una bottiglia di questo nettare, lubrificante per menti e organismi. Ero inoltre ben deciso a non limitarmi ad una bottiglia commerciale di livello medio basso, ma a festeggiare le novità organizzative della mia vita con una qualità degna di essere bevuta!
Ma, ecco, non ero preparato a dover mollare 50€..
Superato lo choc iniziale ho deciso di posticipare l'acquisto ancora per un po', almeno fino all'arrivo di una sdraio e della vera bella stagione, MA! C'è un ma! Ci sono fior di associazioni di consumatori che si lamentano del prezzo della benzina, della privatizzazione dell'acqua, del latte, ma nessuno che pensa mai al povero whisky! Perché? Cosa vi ha fatto? Siete stati morsi da piccoli?

Libertà per il whisky, esigo un calmiere dei prezzi, incentivi statati all'acquisto e al consumo! Libertà per il whisky!

sabato 14 aprile 2012

Selezione Artificiale della specie

Oggi una piccola riflessione. Avete mai visto il film Gattaca? In quel film è possibile far nascere un bambino con un'accurata selezione genetica, in modo da raccogliere il meglio del meglio dei geni dei genitori. Ora il film è anche bello, ad un occhio attento la morale potrebbe essere "Che stronzi che non fanno figli 'naturali', ma l'eroe ce la farà comunque grazie alla sua forza di volontà, ne sono sicuro". Ad un occhio più cinico e più di parte come il mio la morale è leggermente diversa.
SPOILER ALERT (evidenziare la zona per leggere)
Lo stronzo geneticamente inferiore fa mille magheggi e mille truffe per farcela, e ce la fa pure a partire per questa rischiosissima missione spaziale di esplorazione. Bravo. Quello che il film non dice, ma fa capire, è che in questo modo mette a rischio la missione stessa. Il protagonista ha infatti problemi cardiaci, e dopo la metà del film durante uno stress test cardiaco basato su una corsa il suo cuore inizia a battere incontrollabilmente. Riesce a mascherare la cosa al test, ma lo spettatore dovrebbe rendersi conto che sì, se il suo cuore esplode per la tensione durante una manovra o durante uno sforzo fisico durante la missione, l'equipaggio si ritroverà a rischio, con un uomo in meno, a probabile rischio missione solo perché tu stronzo hai voluto andare a farti un giro per le stelle.
Certo, questo non toglie che l'assegnazione automatica dei lavori in base al corredo genetico sia un attimo arbitraria, perché a mister simpatia qui veniva assegnato un lavoro da spazzino in base al fatto che teoricamente sarebbe morto presto (o una roba del genere).

Ma torniamo a bomba sul concetto di oggi. Io penso che in futuro la selezione genetica artificiale diventerà un argomento fondamentale per non veder finire la nostra specie nella merda più totale. Il ragionamento è molto semplice: fino a pochi decenni fa, con conoscenze mediche di gran lunga inferiori di adesso, i bambini deboli, con malformazioni cardiache, stupidi, etc etc etc spesso morivano naturalmente a pochi anni di età. Grandi lutti e pianti in famiglia, sicuramente una tragedia, ma.. C'è un ma. Il corso naturale degli eventi impediva a molti essere umani portatori di un corredo genetico scadente di tramandarlo ai loro figli, e alla lunga di lasciarlo in circolazione. Esattamente nello stesso modo per cui gli elementi più lenti della specie Gazzella vengono mangiucchiati da piccoli da tutti i predatori del mondo.

Con l'aumentare delle conoscenze mediche in nostro possesso, questi bambini sopravvivono, e prosperano e fanno figli. Tutto questo dal punto di vista umano è una grande vittoria, dal punto di vista della specie umana forse un po' meno. Se un bambino nasce con una malformazione cardiaca di origine genetica, o pensiamo anche solo alle allergie, e sopravvive, la probabilità che i suoi figli abbiano la stessa variazione è decisamente più alta rispetto a genitori con codice genetico che non la prevede.
Oggi come oggi quindi, nella nostra specie è sparita la selezione naturale, se non in quei paesi così arretrati da non avere un'assistenza sanitaria degna di questo nome.
Come se ne esce? Visto che è anacronistico e ridicolo, oltre che abbastanza da bestie, immaginare un'assistenza sanitaria per sole persone che sono geneticamente sane, e lasciar crepare gli altri, immagino che in futuro la scelta artificiale genetica sarà una prassi ben consolidata. Secondo opportuni controlli nazionali o sovranazionali (dipenderà dal'ordinamento politico di quell'epoca) si dovrebbe scegliere la migliore combinazione genetica tra resistenza fisica ed intelligenza tra tutto il corredo genetico dei genitori, in modo da reintrodurre la selezione genetica a livello artificiale. Ovviamente poi ci sarà l'esercito degli imbecilli che prenderà questa cosa come modo per avere un bambino biondo e bello, ma quello è assolutamente secondario. Sarà il vero e proprio avvento del Superuomo, e credo che una volta compiuto questo passo il balzo verso le stelle sarà ancora più vicino.

PS: Ovviamente poi ricreeremo i dinosauri.

venerdì 6 aprile 2012

Google Project Glass

Ancora una volta, Mountain View progetta il futuro.

Quando Google annuncia qualcosa di nuovo mi sembra di visualizzarlo come una nuova mossa in una lunga partita a scacchi; solo l'avversario di BigG cambia ogni volta. Partiti a lottare contro Microsoft ed un'arcaica visione dei servizi internet, oggigiorno è Apple, che si pensava fosse in enorme vantaggio con i suoi prodotti mobile.

Ma ora "Project Glass" minaccia di scompaginare le carte in tavola, un altro passo per rendere attuale la fantascienza alla fine. Nel video qui sotto linkato si mostra l'utilizzo intensivo di servizi social, per la vita di ogni giorno. GoogleMaps, Google+, GoogleCalendar, etc. Ma una volta implementata la tecnologia ed i servizi, l'utilizzo degli occhiali a scopo informativo, militare, ludico, insomma il maledetto visore che nei videogame in prima persona vi proietta l'interfaccia sullo schermo sarà realtà.
Ora questo video non è lo stato dell'arte del prodotto. Semplicemente è un "One day.." quindi è tutto in realizzazione, tuttavia continuare a muovere passi in questa direzione mi sembra meraviglioso.

Gli scacchi mi sembrano la metafora più adatta parlando di Google, perché ogni suo prodotto è una piccola mossa, che si incastra ed armonizza con le altre per determinare un compatto blocco di servizi di cui è molto difficile fare a meno. Sono sicuro che presto inizieranno a chiamare anche loro "L'Impero del Male".

Di per mio sono affascinato e terrorizzato allo stesso tempo da questa notizia. Affascinato dal video e dalle implicazioni di questa invenzione, terrorizzato dal pensiero di dover un giorno sviluppare app vocali per questo device!

Daje Google!

sabato 31 marzo 2012

Assassin's Creed Revelation

Ed eccoci a commentare la terza parte del secondo capitolo della saga di Assassin's Creed.
Mentre ancora i titoli di coda stanno scorrendo sul mio televisiore butto giù due righe di commento. Innanzitutto il voto, alla fine un 7,5 se lo porta a casa comodo comodo, così vi tranquillizzate e state sereni. Ora andiamo un po' nel dettaglio.

La storia è come sempre ben costruita, anche se si poteva fare di più a mio parere. Al contrario degli episodi precedenti, l'immersione nella città dell'epoca non è totale, non si vive Instabul come si viveva Roma o Firenze o Venezia degli episodi precedenti. Non so se questo derivi dal fatto che le città italiane io le abbia vissute dal vivo mentre non sono mai stato ad Instambul o da altro, ma mi sembra proprio che se fosse stato ambientato a Il Cairo, con qualche minima modifica ai personaggi, sarebbe stata la stessa cosa.
La trama principale si divide in due parti: la ricerca delle chiavi di Masyaf, in cui non sono coinvolti personaggi "storici", e lo sventare le congiure Templari con l'aiuto di Solimano (che un giorno diverrà Il Magnifico). Devo dire che entrambe le trame sono molto facili per chi ha già dimistichezza con il gioco, probabilmente ho dovuto rifare non più di 5 missioni su oltre un centinaio. Certo, in un'ottica di sincronizzazione 100%, quindi anche con obiettivi secondari compiuti, la difficoltà aumenta ma non enormemente.
Purtroppo è rimasta quella boiata del salvataggio dell'obiettivo secondario: se durante una missione fallite l'obiettivo secondario, non basta fallire la missione e riprenderla da capo per riprovarci. E' necessario andare nel menu, interrompere la missione, ritornare in città, ritornare al punto della missione e ricominciarla da capo. 
Sono abbastanza deluso dalla trama delle chiavi di Masyaf, i labirinti sono davvero semplici a sto giro, con la telecamera che ti indica chiaramente dove fare la mossa successiva.

Per quel che riguarda le missioni secondarie le dividerei in due categorie: quelle degli assassini e quelle della ricerca. Vi dico subito che quelle della ricerca fanno pena; la ricerca dei libri si riduce in arrivare al punto indicato, attivare l'occhio dell'aquila, trovare il punto luminoso, andare sul punto luminoso, premere un pulsante. Fine. Oppure raccogliere tutte le pagine del diario di un assassino, fatto questo è possibile entrare a Santa Sofia, arrivare facilmente in cima alla cupola maggiore e recuperare l'armatura finale, tutta in un blocco solo.
Almeno è di bell'aspetto e non come quella cosa pelosa e terribile che era l'armatura di Romolo.
Le sottomissioni degli assassini invece sono carine; ad instambul è necessario addestrare 7 assassini a diventare maestri degli assassini per comandare ognuno un quartiere, faticosamente strappato ai Templari tramite il consueto assalto alla torre e assassinio del comandante.
Non male anche la difesa del covo così conquistato da un assalto in forze, dove bisogna schierare gli assassini sui tetti per respingere gli assalti. Questo è effettivamente più complesso.

Anche qui sono presenti le missioni all'estero per aumentare introiti ed esperienza degli assassini, non molto diverso dal Brotherhood.
Un fattore negativo è la possibilità di sbloccare praticamente tutta la cità da quasi subito. Non ci sono quartieri bloccati in cui si potrà accedere più avanti nella trama, appena ne ho avuto la possibilità ho investito un 5/6 ore di gioco per occupare tutta Instambul, comprare tutti gli esercizi commerciali e restaurare tutti gli edifici.
Considerando che una volta conquistati tutti i quartieri dai Templari viene consegnata la seconda armatura più potente del gioco, si capisce come il livello di sfida collassi quasi immediatamente.
Anche qui come nel Brotherhood il restauro di un edificio non lo cambia per nulla esteticamente, e sta cazzata ancora non mi va giù.

Una novità è rappresentata dalle bombe. E' possibile costruire tre tipi di bombe, uno che uccide, uno tattico ed uno diversivo. Pur non essendo fondamentali ai fini del combattimento sono di piacevole utilizzo! Altra novità è l'uso massiccio delle armi da fuoco. Sui tetti si trovano moschettieri in grado di abbatterti in volo (non credo di aver mai camminato così tanto per le strade e non sui tetti in un Assassin's Creed..) ed i Giannizzeri sono dotati di pistola individuale in grado di causare diversi danni.

Mi sono piaciute parecchio le parti di trama relative alle memorie di Desmond e di Altair, hanno fatto luce su alcuni fattori e dato alcune curiosità di complemento sugli assassini.

In conclusione, trama ben congeniata ma con poche relazioni con il mondo di ambientazione, piacevoli novità di missione e di combattimento ed il fascino di Ezio Auditore a 50 anni ha tutto un suo perché.
Di contro è troppo troppo facile, il fatto di poter conquistare la città dopo sole 5 ore di gioco annienta ancora di più qualunque difficoltà, e la limitazione a praticamente una sola location lo penalizza un po'.
Nel complesso comunque un buon gioco, se la serie vi piace è da giocare semplicemente per proseguire nella storia, spero in veri e reali cambiamenti in Assassin's Creed 3 (di cui allego trailer).


lunedì 26 marzo 2012

Oktagon!

Sabato sera mi sono recato a vedere quel grande spettacolo di massa che è l'Oktagon. Una serie di scontri di diverse arti marziali trasmesso in diretta a livello internazionale, culminante in una sfida particolare, tra due campioni della categoria: Giorgio Petrosyan vs Artur Kyshenko
Per l'elenco degli incontri vi rimando al sito ufficiale dell'iniziativa.
Dopo l'ennesimo viaggio della speranza per raggiungere il forum di Assago, rimango deluso dalla nuova organizzazione. Non relativa all'incontro ma riguardo al forum in sé. Due anni fa il reparto catering era totalmente in mano agli sgabbiotti dei paninari zozzi, che potevano rapinarti tranquillamente facendo tutti gli stessi prezzi e fornendoti il classico panino ciccione con salamella unta. Quest'anno mi sono ritrovato davanti i fast food della catena autogrill, che ti rapinano ancor più tranquillamente e legalmente non dandoti nemmeno la soddisfazione della salamella unta.
Fatto sta che dopo 2 ore avevo ancora fame.

Dopo questa misera cena entriamo al forum, decisamente ed enormemente più pieno rispetto a due anni fa! Quest'anno l'iniziativa ha riscosso un grande successo, ed indirettamente questo mi ha fatto molto piacere: più persone abbandonano gli sport falsi ed inutili per abbracciare le arti marziali da combattimento e meglio è.

Entriamo ad incontri già iniziati, nonostante l'orario di inizio ufficiale fossero le 20.00 ed eravamo in anticipo di un quarto d'ora: già dai primi combattimenti è evidente che il livello degli atleti è molto alto. Per partecipare all'Oktagon bisogna superare una serie di selezioni e qualificazioni non indifferenti, tuttavia alle volte alcuni incontri rimangono abbastanza tristi.
Non in questo caso, i combattenti sono equilibrati, capaci e non esibizionisti, si riesce quasi a sentire la concentrazione e la volontà di vincere arrivare dal ring.

Il primo match che vedo dall'inizio è quello delle donne, un concentrato di furia e muscoli in grado di far impallidire un africano. Fa sempre un certo effetto vedere le donne combattere, mettono una cattiveria assurda in ogni colpo, ma alla fine si abbracciano come fossero amiche da una vita.

Dopo è stato il turno della thai boxe, tutto bene a parte una certa mia avversione per l'arte in sé e soprattutto per la maledetta summa di clacson e flauti thailandesi che riproducevano di sottofondo durante ogni maledetto incontro. Non so come abbiano fatto gli atleti a non perdere completamente la testa per quel macello.

Dopo una pausa si è passati nella parte più importante della sera, in diretta internazionale su 52 paesi, 88 asteroidi, 3 pianeti ed un singolo telespettatore nella galassia più vicina.
I combattimenti principali della serata non hanno deluso, a parte  Turco contro Mustafa che è stato un incontro un po' ingessato, e Franchi che è crollato come una pera dopo nemmeno la metà del primo round dopo aver tirato forse 2/3 pugni; veramente un incontro deludente il suo.
Davide Mosca
Incontro degno di nota tra Davide Mosca e Yoann Kongolo, Mosca ha lottato come un leone, ma la stazza ed i calci devastanti dell'avversario lo hanno inchiodato in difesa. Dopo due round sembrava non riuscire a muovere più le gambe e Kongolo lo ha inchiodato al suolo. Moschino è arrivato comunque alla fine dei 3 round, di sola e semplice forza di volontà, in ogni caso una bella prova.
Menzione speciale per i Moschino supporters di Seregno, il solito branco di casinari!

Ed ultima la battaglia finale, Petrosyan contro Kyshenko! Entrambi atleti con un numero impressionante di record e vittorie, tecnici fino all'estremo e molto determinati a vincere. Il soprannome di Petrosyan è The Doctor (sì, come Vale Rossi), per il semplice motivo che mena pugni con precisione chirurgica, ed anche quando schiva i colpi dell'avversario si sposta solo il necessario per aggirare il pugno, non un cm di più, in modo da essere subito di nuovo pronto in posizione per colpire.
Un bellissimo match, che ha visto una bella sfida nel primo round, Kyshenko subire tantissimo al secondo, ma anche una certa difficoltà di Petrosyan al terzo; tuttavia la vittoria è andata all'Italiano di origine Armena, meritatissima direi.
Giorgio Petrosyan
Un grande spettacolo in fondo.. A chi interessa nella notte tra martedì  27 e mercoledì 28 su Italia1 da circa mezzanotte alle 2.30 dovrebbero trasmettere tutto lo show.

Credo che non me lo farò mancare l'anno prossimo!